Antiriciclaggio: solo 3% consulenti fiscali adotta misure di controllo

19 Maggio 2014, di Redazione Wall Street Italia

DESIO (WSI) – È sempre più alta l’attenzione agli adempimenti antiriciclaggio da parte delle istituzioni, tuttavia gli studi professionali ancora non investono in formazione e non si dotano di procedure di controllo: i dati emergono dall’indagine condotta da Alavie, che ne scrive in un comunicato.

Nel dettaglio, il 40% dei consulenti fiscali e tributari interpellati afferma che il proprio studio dedica una giornata all’anno alla formazione in materia di antiriciclaggio. Il 31% dedica meno di una giornata al mese; il 3,3% arriva a due giornate al mese.

I dati dell’indagine Alavie evidenziano inoltre le modalità di accesso ai moduli formativi da parte dei professionisti: prevalgono l’utilizzo di manuali specialistici e la partecipazione a seminari, rispettivamente nel 35% e nel 24% dei casi. Il 24% dei professionisti afferma invece di fruire di moduli di formazione in modalità e-learning, che risulta anche essere la tipologia di training più ambita dai professionisti: se potesse scegliere, infatti, ben il 46,4% dei commercialisti accederebbe a moduli di formazione personalizzata on line, confermando la ovvia necessità di ottimizzazione di tempi e risorse.

I professionisti nel complesso dimostrano di aver ben compreso la necessità di una formazione “di qualità” e l’importanza della continuità. Una puntuale attività di Due Diligence, l’accesso a moduli di formazione on line “allo stato dell’arte” delle normative, affiancati da verifiche che si ripetono in maniera continuativa nel tempo, infatti, possono garantire un aggiornamento costante e la flessibilità organizzativa necessaria per poter dare priorità al proprio business.

“Abbiamo conferma che la tecnologia sia sempre più un asset fondamentale per i professionisti fiscali, poiché combina l’ottimizzazione di tempi e risorse con la garanzia di continuità formativa ad alti livelli”, afferma Vito Ziccardi, Amministratore Delegato di Alavie.

“L’utilizzo di strumenti tecnologici , segno evidente dell’evoluzione della professione, aiuta inoltre l’organizzazione del lavoro nello studio professionale, oltre a rendere più fluide e proficue le interazioni con i clienti e le istituzioni”, conclude Ziccardi.

Dal 2007 ogni professionista è tenuto al recepimento e alla conformità normativa in tema di antiriciclaggio, secondo il Dlgs 231/07. Le segnalazioni aggregate complessivamente ricevute dall’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d’Italia nel secondo semestre del 2013 sono corrispondenti a 160 milioni di operazioni per un valore di circa 11 mila miliardi di euro. Tuttavia, tali segnalazioni sono state emesse prevalentemente dagli istituti di credito: sono infatti solo 95 i professionisti che nel secondo semestre 2013 hanno segnalato non conformità dei loro clienti.

Inoltre, le attività di verifica ed analisi condotte dalla Guardia di Finanza sono in deciso aumento: il numero di segnalazioni analizzate nei primi mesi del 2013 è stato mediamente superiore al numero di segnalazioni ricevute del 67%, in contro tendenza rispetto a quanto accaduto in passato. Questo dimostra l’impegno a recuperare le attività di analisi delle segnalazioni lasciate in sospeso e a creare una organizzazione più rapida ed efficiente.

Se da una parte appare quindi chiaro che il pieno rispetto delle norme antiriciclaggio possa contribuire al corretto funzionamento dei mercati, a maggior ragione nell’attuale fase di incertezza dello scenario macroeconomico, dall’altra risulta evidente che la strada da percorrere è ancora lunga ma che è oggi più che mai urgente la necessità di adeguamento normativo anche da parte dei professionisti fiscali.

Alavie offre oggi tutti gli strumenti per aiutare gli studi professionali ad affrontare l’analisi interna e la gestione della conformità normativa, avvalendosi di consulenti che accompagnano i singoli professionisti in maniera continuativa, garantendo innanzi tutto il corretto recepimento l’aggiornamento costante