Volkswagen, fatturato stabile nel primo semestre 2026
Volkswagen ha riportato un fatturato sostanzialmente invariato nel primo semestre del 2026 rispetto all’anno precedente, evidenziando come l’incremento dei ricavi nei servizi finanziari, pari al 7,9%, abbia quasi compensato la diminuzione del 2,1% nel settore automobilistico. Nel secondo trimestre, l’azienda ha registrato un giro d’affari di 82,4 miliardi di euro, segnando un aumento del 2% rispetto al trimestre precedente.
Il risultato operativo di Volkswagen ha subito una riduzione di 0,8 miliardi di euro, principalmente a causa di spese straordinarie di circa 0,5 miliardi di euro legate all’interruzione della produzione del modello ID.4 negli Stati Uniti. Inoltre, il mix di prodotti ha avuto un impatto negativo sui risultati complessivi dell’azienda.
Guardando al futuro, Volkswagen prevede una variazione del fatturato nel 2026 compresa tra un decremento del 3% e una stabilità rispetto all’anno precedente, in contrasto con la precedente stima che indicava una crescita compresa tra lo 0% e il 3%. Il margine operativo del Gruppo dovrebbe mantenersi tra il 4,0% e il 5,5%, nonostante le sfide rappresentate da stabilimenti sottoutilizzati e un divario di costi del 30% rispetto ai concorrenti.
Breaking news
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci giĂ in transito.