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Morgan Stanley cresce nel wealth management: ricavi a 8,9 mld nel secondo trimestre

Morgan Stanley chiude il secondo trimestre 2026 con risultati in crescita nel settore della gestione patrimoniale, confermando il ruolo strategico del Wealth Management all’interno del gruppo. La divisione ha registrato ricavi netti pari a 8,856 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 7,764 miliardi dello stesso periodo del 2025, con una crescita annua del 14%. L’utile ante imposte si è attestato a 2,7 miliardi di dollari, mentre il margine pre-tax ha raggiunto il 30,5%, evidenziando la solidità della redditività del comparto.

Morgan Stanley: la spinta della raccolta e dei mercati sostiene il Wealth Management

A sostenere la performance è stata soprattutto la capacità di attrarre nuovi capitali. Nel trimestre Morgan Stanley ha registrato nuovi asset netti per 148 miliardi di dollari, oltre la metà dei quali collegati agli afflussi derivanti dalle quotazioni in Borsa di alcuni clienti del canale Workplace. Il dato conferma la forte domanda per i servizi di consulenza e gestione patrimoniale offerti dalla banca e rafforza la crescita degli asset in gestione.

L’aumento dei ricavi del Wealth Management è stato sostenuto dalla crescita delle commissioni legate alla gestione degli investimenti, favorite da livelli più elevati degli asset amministrati grazie sia al rialzo dei mercati sia all’effetto cumulativo dei flussi verso prodotti a pagamento. I ricavi dell’asset management sono infatti saliti a 5,261 miliardi di dollari, rispetto ai 4,411 miliardi del secondo trimestre 2025.

La crescita dei ricavi è stata accompagnata da un incremento dei costi operativi. Le spese complessive del Wealth Management sono salite a 6,132 miliardi di dollari dai 5,536 miliardi del secondo trimestre 2025. L’aumento è stato determinato principalmente dalla maggiore componente retributiva, salita a 4,648 miliardi di dollari, in linea con l’incremento dei ricavi soggetti a compensazione, e da un aumento delle spese non legate al personale, arrivate a 1,484 miliardi di dollari, sostenute soprattutto dagli investimenti in tecnologia, marketing e sviluppo commerciale.

Investment Management in crescita grazie agli asset e ai flussi positivi

Positivo anche il contributo della divisione Investment Management, che nel secondo trimestre 2026 ha generato ricavi netti per 1,6 miliardi di dollari, in crescita del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile ante imposte è salito a 404 milioni di dollari dai 323 milioni del 2025.

La crescita della divisione è stata favorita dall’aumento delle commissioni di gestione e dei servizi collegati, sostenuti da un livello medio più elevato degli asset in gestione, dal miglior andamento dei mercati e dall’effetto dei flussi positivi accumulati nel tempo. I ricavi legati alla performance e le altre componenti sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, mentre il trimestre ha beneficiato anche dei guadagni mark-to-market registrati nei fondi privati.

Sul fronte dei costi, Investment Management ha registrato una diminuzione delle spese per compensi, principalmente per il minore impatto della remunerazione legata al carried interest, mentre sono aumentate le spese operative non compensative a causa dei maggiori costi di brokerage, clearing e degli investimenti tecnologici. I risultati del secondo trimestre confermano quindi la forza del modello di Morgan Stanley, basato sull’integrazione tra consulenza finanziaria, gestione degli investimenti e capacità di attrarre nuovi capitali. La raccolta record nel Wealth Management e la crescita dell’Investment Management mostrano una banca in grado di beneficiare del miglioramento dei mercati e della crescente domanda di servizi finanziari personalizzati, consolidando ulteriormente la propria posizione nel settore globale della gestione patrimoniale.