Pil Regno Unito rallenta ad aprile, pesa la guerra in Iran
L’economia del Regno Unito ha registrato una battuta d’arresto ad aprile, con il prodotto interno lordo (PIL) in flessione dello 0,1%. Il calo arriva dopo un inizio d’anno solido, influenzato dai primi effetti dal conflitto in Iran.
Secondo l’Office for National Statistics, il settore dei servizi ha subito una diminuzione dello 0,2%, compensando i guadagni registrati nei comparti manifatturiero e delle costruzioni. Gli economisti avevano previsto questo rallentamento, che apre il secondo trimestre all’insegna della debolezza, in un contesti nel quale aziende e consumatori affrontano costi energetici elevati e tassi di interesse in aumento.
Nel primo trimestre, la Gran Bretagna aveva goduto di una crescita robusta, la più forte tra le economie del G7. Tuttavia, le speranze di una riduzione dei tassi di interesse si sono trasformate in aspettative di rialzi. Il rapporto economico rafforza la posizione cauta dei responsabili della Bank of England, che stanno valutando se procedere con aumenti dei tassi di interesse in risposta alla crisi energetica scatenata dalla guerra in Iran. Secondo il governatore Andrew Bailey, la decisione di alzare i tassi rappresenta un compromesso tra l’inflazione e la domanda debole.
Questa decelerazione economica aumenta anche la pressione sul Primo Ministro Keir Starmer, che potrebbe affrontare una sfida alla leadership nelle prossime settimane. La situazione economica attuale complica ulteriormente il suo incarico in un momento già critico.
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Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.