TSMC: vendite +30% a maggio grazie a domanda di infrastrutture AI
A maggio Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (TSMC) ha registrato un aumento delle vendite mensili pari al 30% , segnalando una forte e continua domanda nel settore delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale (AI). Le entrate si sono attestate a NT$416,98 miliardi (circa 13,2 miliardi di dollari), secondo i calcoli di Bloomberg, e le vendite combinate di aprile e maggio sono aumentate di circa il 24% rispetto all’anno precedente.
TSMC, la più grande azienda asiatica, si è affermata come un attore globale essenziale nel campo dell’AI, producendo semiconduttori all’avanguardia per giganti come Nvidia e Advanced Micro Devices. Con aziende del calibro di Alphabet, Amazon.com, Meta Platforms e Microsoft pronte a investire fino a 725 miliardi di dollari in progetti legati all’AI quest’anno, la domanda per i chip di TSMC è destinata a crescere ulteriormente.
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato agli azionisti che la domanda globale di chip AI supererà l’offerta per molti anni a venire, riflettendo le affermazioni del CEO di Nvidia, Jensen Huang, riguardo alle limitazioni attuali della fornitura. Inoltre, ad aprile, il produttore di chip taiwanese ha rivisto al rialzo le sue previsioni di vendita per l’esercizio e ha indicato che la spesa in conto capitale potrebbe raggiungere l’estremità superiore della forchetta prevista, toccando i 56 miliardi di dollari entro il 2026.
Oltre al segmento AI, TSMC fornisce chip a produttori di smartphone ed elettronica di consumo, settori che invece affrontano sfide legate all’aumento dei costi dei chip di memoria e al sentiment dei consumatori, influenzato dal crescente costo della vita.
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L’inflazione al consumo in Cina è rimasta stabile all’1,2% annuo a maggio, al di sotto della stima mediana dell’1,3%. Tuttavia, l’inflazione dei prezzi alla produzione è accelerata al 3,9%, influenzata dai costi energetici e dei metalli. La crescente divergenza tra l’inflazione PPI e CPI indica le difficoltĂ dei produttori nel trasferire i costi elevati ai consumatori, portando a una compressione dei margini di profitto.
In programma oggi i dati sull’inflazione Usa (attesa in accelerazione) e la riunione della banca centrale del Canada (previsti tassi fermi)
S&P ha migliorato il rating creditizio di TIM da BB a BB+ con outlook stabile, segnalando fiducia nella capacitĂ dell’azienda di ridurre l’indebitamento e migliorare le metriche di credito entro il 2026-2027. Questo upgrade segue quelli di Moody’s e Fitch, avvicinando TIM alla categoria investment grade.
Wall Street apre in rialzo con i titoli dei semiconduttori che continuano a recuperare. Il calo dei prezzi del petrolio, dovuto alle speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran, contribuisce all’ottimismo del mercato. Il presidente Trump prevede un imminente accordo che potrebbe stabilizzare la situazione nello Stretto di Hormuz.