Usa, calano ancora le domande di mutuo: -2,5% in una settimana
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a mostrare un trend negativo, registrando un calo del 2,5% nella settimana conclusasi il 29 maggio. Questo segue un precedente decremento dell’8,5%, segnalando una persistente debolezza nel mercato delle ipoteche. La Mortgage Bankers Association (MBA) ha reso noto che anche le richieste di rifinanziamento hanno subito una contrazione del 3,2%, mentre le nuove domande sono rimaste sostanzialmente invariate.
I tassi sui mutui trentennali sono scesi al 6,57% rispetto al 6,65% della settimana precedente, un fattore che potrebbe influenzare le decisioni future degli acquirenti di case. Le fluttuazioni dei tassi di interesse continuano a giocare un ruolo cruciale nel mercato immobiliare statunitense, influenzando sia i potenziali acquirenti che i proprietari di case che considerano il rifinanziamento.
La situazione attuale riflette le incertezze economiche piĂą ampie e le dinamiche del mercato finanziario, che gli esperti monitorano attentamente per prevedere possibili sviluppi futuri. Con la diminuzione dei tassi ipotecari, potrebbe esserci un rinnovato interesse nel mercato, ma le condizioni economiche generali rimangono un fattore determinante.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.
L’Ocse prevede un’accelerazione dell’inflazione in Italia al 3% nel 2026, influenzata dallo shock energetico causato dalla guerra in Iran. Il rapporto Economic Outlook di giugno evidenzia un incremento dall’1,6% del 2025, mentre per il 2024 si attende un avvicinamento al target del 2,2%.