Investimenti

Conti deposito, tornano a salire i rendimenti: offerte fino al 4% sui vincoli brevi

I mercati finanziari europei osservano con crescente attenzione le prossime decisioni della Bce. Dopo un lungo periodo di tagli ai tassi, infatti, lo scenario potrebbe cambiare già nei prossimi mesi. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, unite alla volatilità dei prezzi energetici e alla nuova pressione inflazionistica, stanno spingendo gli analisti a ipotizzare almeno due rialzi dei tassi, ora al 2%, entro la fine del 2026. Il primo intervento potrebbe arrivare già a giugno.

In questo contesto, anche il sistema bancario italiano sta iniziando a rivedere la propria offerta commerciale. Tra i prodotti coinvolti ci sono soprattutto i conti deposito, tornati al centro dell’attenzione dei risparmiatori grazie alla possibilità di ottenere rendimenti più interessanti senza esporsi ai rischi tipici degli investimenti finanziari.

Secondo i dati dell’Osservatorio Segugio.it, tra marzo e maggio 2026 il mercato dei conti deposito ha mostrato segnali evidenti di risalita dei tassi, soprattutto sulle durate più brevi.

Tassi medi in crescita su tutte le durate

Il confronto tra i dati rilevati a inizio marzo 2026, subito dopo l’avvio del conflitto in Medio Oriente, e quelli di maggio evidenzia un incremento generalizzato dei rendimenti medi lordi annui. Per i conti deposito a 6 mesi il tasso medio è passato dal 2,21% al 2,45%, con un aumento di 0,24 punti percentuali. Ancora più marcata la crescita sui vincoli a 12 mesi, saliti dal 2,28% al 2,57%, pari a +0,29 punti percentuali.

Anche le altre durate registrano rialzi, seppur più contenuti:

  • 18 mesi: dal 2,18% al 2,35% (+0,17 pp)
  • 36 mesi: dal 2,27% al 2,46% (+0,19 pp)
  • 60 mesi: dal 2,34% al 2,54% (+0,20 pp).

Nel complesso, il mercato sta mostrando un graduale ritorno verso condizioni più favorevoli per il risparmio vincolato.

Le migliori offerte arrivano al 4%

Ancora più significativo è il dato relativo ai tassi massimi disponibili sul mercato, cioè quelli delle offerte più competitive. Qui la crescita si concentra soprattutto sui depositi di breve durata. I vincoli a 6 mesi, che a marzo offrivano un rendimento massimo del 3%, oggi arrivano fino al 4%, con un incremento di un punto percentuale pieno.

Stesso scenario per i conti a 12 mesi, passati dal 2,8% al 4%, con una crescita di 1,2 punti percentuali.

Più stabile invece la situazione sulle durate medio-lunghe:

  • 18 mesi: dal 2,1% al 3%
  • 36 mesi: stabile al 3%
  • 60 mesi: stabile al 3,5%.

Questo significa che, almeno per ora, le banche stanno premiando soprattutto i vincoli più brevi, probabilmente in attesa di capire come evolverà la politica monetaria della BCE nei prossimi trimestri.

Un ritorno ai livelli del 2025

Nonostante la ripresa dei rendimenti, i picchi registrati tra il 2023 e il 2024 restano ancora lontani. Tuttavia, il confronto con maggio 2025 mostra come il mercato sia ormai tornato su livelli molto simili a quelli dello scorso anno. Sul fronte dei tassi medi, le differenze rispetto a maggio 2025 risultano contenute:

  • 6 mesi: dal 2,65% al 2,45% (-0,20 pp)
  • 12 mesi: dal 2,63% al 2,57% (-0,06 pp)
  • 18 mesi: dal 2,54% al 2,35% (-0,19 pp)
  • 36 mesi: dal 2,54% al 2,46% (-0,08 pp)
  • 60 mesi: dal 2,43% al 2,54% (+0,11 pp).

Il quadro è ancora più evidente osservando i tassi massimi, che in molti casi coincidono ormai con quelli di un anno fa. I migliori conti deposito a 6 e 12 mesi continuano infatti a offrire fino al 4%, esattamente come nel maggio 2025. Restano invariati anche i prodotti a 36 mesi, fermi al 3%, e quelli a 60 mesi al 3,5%.

Perché i conti deposito tornano interessanti

Il nuovo scenario economico rende i conti deposito nuovamente competitivi per chi cerca una forma di risparmio relativamente prudente. Con l’inflazione che potrebbe tornare a salire e i tassi BCE destinati probabilmente a crescere nei prossimi mesi, le banche stanno iniziando ad adeguare i rendimenti offerti ai clienti. Per i risparmiatori, questo significa poter bloccare oggi condizioni più vantaggiose rispetto a solo poche settimane fa, soprattutto scegliendo vincoli a breve termine che beneficiano maggiormente dell’attuale fase di rialzo.