Investimenti

Gen Z, cresce la cultura del risparmio: più giovani dicono no alle spese superflue

La Generazione Z, ovvero le persone nate tra il 1997 e il 2012, cambiando in modo significativo il proprio rapporto con il denaro, mostrando un approccio più prudente e consapevole rispetto al passato. A raccontarlo è l’ultimo studio “Better Money Habits” pubblicato da Bank of America, che analizza le abitudini finanziarie dei giovani americani. Il quadro che emerge è quello di una generazione che, pur tra difficoltà economiche importanti, sta imparando a gestire meglio le proprie risorse e a costruire una maggiore autonomia finanziaria.

Maggiore indipendenza economica per i giovani americani

Uno degli aspetti più evidenti è la crescita dell’indipendenza economica. Sempre meno giovani, infatti, dipendono dal sostegno della famiglia: oggi sono il 34%, in calo rispetto al 39% del 2025 e al 46% del 2024. Un segnale che indica un progressivo passaggio verso una maggiore responsabilità personale, anche se non privo di difficoltà, visto l’aumento generale del costo della vita.

In questo contesto si inserisce anche il fenomeno della cosiddetta “loud budgeting”, una tendenza sempre più diffusa tra i giovani che consiste nel dichiarare apertamente quando non si può o non si vuole spendere per determinate attività sociali. Il 42% degli intervistati afferma di sentirsi a proprio agio nel rifiutare inviti o esperienze considerate troppo costose, come viaggi o serate fuori. Questa attitudine, oltre a ridurre le spese superflue, sta modificando anche il modo in cui i giovani vivono le relazioni sociali, rendendo più normale parlare di limiti economici senza imbarazzo.

In generale, la maggior parte dei membri della Gen Z sembra orientata a ridurre le proprie spese quotidiane: circa il 75% dichiara di essere attivamente impegnato nel trovare soluzioni per spendere meno, soprattutto nelle attività legate alla vita sociale. Molti scelgono alternative più economiche, come attività gratuite o locali meno costosi, oppure semplicemente riducono la frequenza delle uscite.

Risparmio in crescita e il peso del costo della casa

Parallelamente cresce anche la capacità di risparmio. Secondo il report, il 66% dei giovani riesce oggi a mettere da parte una quota del proprio reddito, in aumento rispetto agli anni precedenti. Le modalità variano: alcuni risparmiano ciò che avanza a fine mese, altri investono in strumenti previdenziali o utilizzano conti di risparmio ad alto rendimento. Si tratta di segnali che indicano una maggiore attenzione alla pianificazione finanziaria di lungo periodo, compreso il tema della pensione.

Nonostante questi progressi, il costo della casa resta il principale ostacolo alla stabilità economica. Quasi un terzo dei giovani lo indica come la barriera più significativa al proprio benessere finanziario, e il dato più critico riguarda il peso degli affitti o dei mutui: il 17% della Gen Z arriva a spendere più della metà del proprio stipendio solo per l’abitazione, una quota in forte aumento rispetto agli anni precedenti. Una situazione che, inevitabilmente, riduce la capacità di risparmio e limita la libertà di spesa. Infine, emerge anche un elemento interessante legato alla sfera psicologica degli acquisti: una parte consistente dei giovani continua a cercare conferme da amici o familiari prima o dopo aver effettuato una spesa importante, segno che la dimensione sociale e il confronto restano centrali anche nelle decisioni economiche.

Nel complesso, il report descrive una generazione più disciplinata e attenta al futuro, capace di dire “no” più spesso e di mettere il risparmio al centro delle proprie priorità, anche se ancora fortemente condizionata dall’aumento dei costi, soprattutto nel settore abitativo.