Shell: profitti in aumento grazie a rialzo prezzi petrolio e gas
I profitti di Shell Plc hanno registrato un significativo incremento nel primo trimestre, trainati dall’aumento dei prezzi di petrolio e gas dovuto al conflitto in Iran. Questo scenario ha favorito il grande business del trading, un settore che ha visto una notevole espansione in questo periodo.
L’utile netto rettificato di Shell è salito a 6,92 miliardi di dollari, un risultato che ha superato le stime degli analisti. Questo incremento è attribuibile non solo al rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche, ma anche all’aumento dei margini di raffinazione, che hanno beneficiato del contesto di prezzi del carburante in crescita.
Tuttavia, nonostante i risultati finanziari positivi, Shell ha riportato una diminuzione del 4% nella produzione totale di petrolio e gas rispetto al quarto trimestre. Questa flessione è stata principalmente causata dall’impatto del conflitto in Iran sui volumi di produzione in Qatar, uno dei mercati chiave per la compagnia.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.