Investimenti

SdR 2026: private markets protagonisti della seconda giornata di lavori in Sala Assogestioni

La seconda giornata di lavori al Salone del Risparmio 2026 si è aperta nella Sala Assogestioni con due conferenze interamente dedicate al ruolo crescente dei private markets e alle nuove prospettive che questi strumenti stanno aprendo per il sistema finanziario europeo.
Al centro del dibattito, la capacità dei mercati privati di creare un collegamento più diretto tra il risparmio delle famiglie e il fabbisogno di finanziamento dell’economia reale, grazie all’evoluzione di prodotti e soluzioni di investimento più strutturati.

Asset management e assicurazioni: un’alleanza per l’economia reale

La prima conferenza, intitolata “Asset management e insurance: un’alleanza per l’economia reale”, si è aperta con l’intervento di Cinzia Tagliabue (nella foto), presidente del Comitato Private Markets e Alternativi di Assogestioni. Tagliabue ha sottolineato come i mercati privati rappresentino una leva strategica sia per la diversificazione dei portafogli dei risparmiatori sia per il finanziamento dell’economia reale, grazie anche alla possibilità di accedere a premi per l’illiquidità. Una dinamica, ha evidenziato, che richiede però strumenti adeguatamente strutturati e una piena consapevolezza da parte degli investitori in termini di rischio e orizzonte temporale.

Sul fronte istituzionale è intervenuta Alessandra Balbo, responsabile della Cabina di Regia per il Mercato dei Capitali del Ministero dell’Economia, che ha posto l’accento sul ruolo delle regole come fattore abilitante per lo sviluppo dei mercati finanziari e, in particolare, dei private markets. Balbo ha richiamato il percorso di riforma del Testo Unico della Finanza come primo passo di un processo di dialogo continuo tra istituzioni e mercato, finalizzato a favorire una più efficace canalizzazione del risparmio verso gli investimenti produttivi.

La tavola rotonda successiva, moderata da Roberta D’Apice, direttore Affari Legali e Regolamentari di Assogestioni, ha riunito diversi protagonisti del settore, tra cui Silviana Chielli di Eurizon Capital Real Asset, Rèmi Cuinat di Generali France e Dario Focarelli di Ania, con un confronto focalizzato sull’integrazione tra asset management e comparto assicurativo e sul ruolo crescente dei mercati privati nelle strategie di investimento.

Private markets e wealth management: una svolta strutturale

La seconda conferenza, dal titolo “Catturare il valore dei mercati privati, una svolta per il Wealth”, ha approfondito il ruolo dei private markets nel trasformare l’industria del wealth management. Il dibattito, moderato da Luca Giorgi, vicepresidente del Comitato Private Markets e Alternativi di Assogestioni e introdotto da Fabio Galli, direttore generale dell’associazione, ha riunito numerosi operatori internazionali del settore, tra cui esponenti di BlackRock, J.P. Morgan Asset Management, Morgan Stanley e Mediobanca Private Banking.

Secondo Giorgi, il wealth management si trova oggi di fronte a un cambiamento strutturale: i mercati privati non rappresentano più una nicchia, ma una componente centrale nella costruzione di portafogli orientati al lungo periodo e alla generazione di valore reale.
Una trasformazione che riflette l’evoluzione della domanda degli investitori verso soluzioni più resilienti e diversificate. Fabio Galli ha evidenziato come questa dinamica risponda a un’evidenza ormai consolidata: una parte crescente della creazione di valore avviene al di fuori dei mercati quotati, rendendo i private markets uno strumento chiave per convogliare capitali verso progetti di lungo termine nell’economia reale. Al tempo stesso, ha richiamato l’attenzione sulla sfida culturale legata a questa asset class, sottolineando come l’illiquidità non sia un elemento accessorio ma una caratteristica strutturale che richiede consapevolezza, trasparenza e adeguata comunicazione verso gli investitori.