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Private credit da 2.000 miliardi sotto accusa: alert dal FSB sui rischi per la stabilità finanziaria mondiale

Il mercato globale del private credit, arrivato a sfiorare i 2.000 miliardi di dollari, finisce sotto la lente delle autorità internazionali. Il Financial Stability Board (FSB), che riunisce banche centrali, regolatori e ministeri delle Finanze dei Paesi del G20, ha lanciato un avvertimento sui potenziali rischi per la stabilità del sistema finanziario.

Private credit: un settore da quasi 2.000 miliardi sotto osservazione

In un report pubblicato mercoledì, l’FSB invita le autorità nazionali a rafforzare i controlli su un comparto che vale tra 1.500 e 2.000 miliardi di dollari, dominato dagli Stati Uniti e seguito da area euro e Regno Unito. La crescita del private credit — esplosa dopo la Crisi finanziaria globale del 2008 — ha colmato il vuoto lasciato dalle banche d’investimento, progressivamente ritiratesi dai segmenti più rischiosi del mercato del debito. Oggi, tuttavia, il settore ha assunto dimensioni e complessità molto maggiori, arrivando a finanziare anche grandi aziende e ad attrarre una platea sempre più ampia di investitori, inclusi quelli retail attraverso veicoli semi-liquidi quotati.

Rischi crescenti tra opacità e leva finanziaria

Il nodo principale riguarda la scarsa trasparenza dei dati, le pratiche di valutazione poco uniformi e strutture di finanziamento sempre più complesse. Elementi che, secondo l’FSB, possono generare vulnerabilità sistemiche. La mancanza di dati standardizzati e trasparenti, insieme a pratiche di valutazione opache, sta introducendo fragilità nei mercati, come evidenzia il rapporto.

A preoccupare è anche l’elevato livello di leva finanziaria, concentrato in settori come tecnologia, sanità e servizi, che non è ancora stato testato in uno scenario di recessione prolungata. In questo contesto, il report segnala un aumento del ricorso ai cosiddetti payment-in-kind loans, strumenti che permettono di pagare gli interessi con nuovo debito anziché in contanti: «Questo può essere un segnale di deterioramento delle condizioni creditizie», avverte l’FSB.

L’esposizione delle banche e i timori per la stabilità

Particolare attenzione viene posta sull’interconnessione crescente tra private credit e sistema bancario. Secondo i dati ufficiali, le linee di credito bancarie — utilizzate o disponibili — ammontano a circa 220 miliardi di dollari, ma stime di mercato suggeriscono che il valore reale potrebbe essere fino al doppio. Il rischio, sottolinea l’FSB, è che questi legami, tra linee revolving, partnership strategiche e finanziamenti incrociati, possano amplificare eventuali tensioni di mercato.

In Europa, l’esposizione degli istituti è già sotto osservazione. Barclays ha dichiarato circa 20 miliardi di dollari di esposizione al private credit, mentre Deutsche Bank si attesta intorno ai 30 miliardi, pari a circa il 2% del proprio portafoglio prestiti. Anche BNP Paribas ha indicato un’esposizione di circa 25 miliardi di dollari, ovvero circa il 3% del totale dei prestiti.

Le preoccupazioni non arrivano solo dall’FSB. Anche la Banca Centrale Europea e la Bank of England hanno recentemente acceso i riflettori sui possibili rischi sistemici legati al settore. In particolare, la banca centrale britannica sta conducendo stress test insieme agli operatori di mercato, con la vice governatrice Sarah Breeden che ha richiamato l’attenzione su «qualità degli asset, disciplina nelle valutazioni e rischi di liquidità».

Verso una maggiore regolamentazione

Alla luce di queste criticità, il Financial Stability Board chiede un rafforzamento della supervisione e una maggiore cooperazione tra autorità. L’obiettivo è migliorare il monitoraggio della gestione del rischio e della governance, aumentare la trasparenza sulle esposizioni complessive, rendere più robusti i metodi di valutazione e i sistemi di rating interni, colmare le lacune nei dati sui prestiti e rafforzare il controllo sui disallineamenti di liquidità.

Il messaggio è chiaro: il boom del private credit rappresenta una delle trasformazioni più significative della finanza globale negli ultimi anni, ma senza un adeguato presidio regolamentare rischia di trasformarsi in una nuova fonte di instabilità per l’intero sistema finanziario.