Wall Street apre in rialzo: Nasdaq in rialzo dello 0,70%
Wall Street ha aperto in positivo, sostenuta dall’ottimismo per un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, che ha portato i principali indici azionari a registrare guadagni. Lo S&P 500, in particolare, è riuscito a cancellare le perdite accumulate dall’inizio del conflitto, segnando un importante recupero.
Un altro dato che ha influenzato positivamente i mercati è stato l’incremento dei prezzi alla produzione per il mese di marzo, risultato inferiore alle attese. Nonostante il conflitto in corso, l’aumento annuale si è attestato al 4%, un valore comunque ai massimi dal febbraio 2023, ma inferiore al 4,4% previsto dal consensus.
In apertura, il Dow Jones ha guadagnato 52,04 punti, pari a un incremento dello 0,11%, mentre lo S&P 500 è salito di 19,94 punti, corrispondente a un aumento dello 0,29%. Il Nasdaq, dal canto suo, ha aggiunto 162,69 punti, registrando un rialzo dello 0,70%.
Parallelamente, il petrolio Wti al Nymex ha subito un calo del 3,41%, attestandosi a 95,70 dollari al barile, evidenziando una tendenza al ribasso nonostante l’incertezza globale.
Breaking news
Le borse cinesi aprono la settimana in negativo, seguendo il trend delle altre piazze asiatiche, dopo le tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e i dati sul mercato del lavoro USA che influenzano i tassi di interesse. L’indice Hang Seng di Hong Kong perde l’1,22%, mentre Shanghai e Shenzhen registrano cali ancora piĂą significativi.
NVIDIA ha annunciato una partnership pluriennale con SK hynix volta a promuovere memorie di nuova generazione per infrastrutture globali di intelligenza artificiale. L’accordo mira ad accelerare la progettazione e produzione di semiconduttori, sostenendo la crescita delle fabbriche di IA e l’espansione delle infrastrutture IA in tutto il mondo.
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno subito significative perdite all’inizio della settimana a causa delle tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e delle prese di profitto nel settore tecnologico e AI. L’indice Nikkei ha chiuso in calo del 3,85%, mentre il Kospi di Seul è sceso dell’8,29%.
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.