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Mercato dell’arte 2025: crescita del +14,8% e nuovi trend tra giovani collezionisti e investimenti

Nel 2025 il mercato dell’arte globale è tornato a crescere, nonostante le dinamiche geopolitiche internazionali mettano in chiaroscuro le previsioni sul 2026. Così emerge dalla nuova edizione del Report Art&Finance di Deloitte Private Italia, “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione”.

Arte: un mercato “a due velocità” tra cross-pollination e polarizzazione

Il 2025 si è rivelato un anno caratterizzato da una crescita non uniforme, definita dagli analisti come un mercato “a due velocità”. Alla base di questa dinamica ci sono due fenomeni principali: la cross-pollination cioè l’integrazione e ibridazione tra segmenti tradizionali dell’arte e Passion Assets nel portfolio d’offerta delle grandi case d’asta e la polarizzazione, come evidenziato dalla concentrazione della domanda su opere di qualità certificata e provenienza tracciata, a fronte di una crescita importante di transazioni per fasce di prezzo medio-basse.

Da un lato, secondo il report di Deloitte Private Italia, si osserva una crescente integrazione tra i diversi segmenti del collezionismo e i cosiddetti “passion assets”, con le grandi case d’asta che ampliano sempre più il proprio catalogo oltre l’arte tradizionale. Dall’altro, il mercato mostra una forte concentrazione della domanda su opere di alta qualità, con provenienza certificata e tracciabile, mentre cresce il numero di transazioni nelle fasce di prezzo medio-basse. Questa doppia dinamica ha contribuito a rimodellare il comportamento di operatori e collezionisti, modificando le logiche di acquisto e investimento.

Geopolitica e andamento del mercato: semestre debole, poi la ripresa

Il 2025 è stato fortemente influenzato dalle dinamiche geopolitiche, in particolare dalle incertezze legate ai dazi statunitensi. Nel primo semestre dell’anno, infatti, il mercato ha registrato un rallentamento delle transazioni e dei prezzi, soprattutto nel segmento premium, in continuità con il trend già debole del biennio 2023-2024.

La seconda metà dell’anno ha però segnato un’inversione di tendenza. L’attenuazione delle misure tariffarie negli Stati Uniti ha favorito la ripresa del commercio internazionale, con effetti positivi anche sul mercato dell’arte. A sostenere il recupero hanno contribuito inoltre importanti vendite di collezioni private, soprattutto negli Stati Uniti. Il risultato complessivo è una crescita annua dei fatturati delle principali case d’asta internazionali pari a +14,8% rispetto al 2024.

Millennials e Gen Z ridefiniscono il collezionismo

Uno dei fattori più rilevanti del cambiamento in atto è il passaggio generazionale. Millennials e Gen Z stanno progressivamente ridefinendo il mercato dell’arte e dei beni da collezione, modificando approcci, valori e canali di acquisto. Parallelamente, le generazioni precedenti, in particolare i baby boomer, rappresentano oggi un bacino centrale per il mercato, soprattutto in fase di successione e passaggio di grandi collezioni accumulate nel corso del Novecento.

Secondo il report, tra il 30% e il 40% dei nuovi acquirenti delle principali case d’asta appartiene proprio alle nuove generazioni. Un dato che conferma il cambiamento strutturale in corso.

Il comportamento dei nuovi collezionisti evidenzia un approccio sempre più valoriale. Nel 2025, il 54% degli investitori considera rilevante la filantropia artistica, in crescita rispetto al 50% del 2023. Inoltre, il 67% dei giovani indica il sostegno agli artisti come una delle principali motivazioni all’acquisto.

Si afferma così una visione del collezionismo non più solo patrimoniale, ma anche culturale e identitaria, in cui l’acquisto diventa un atto di supporto diretto alla produzione artistica. Cambia anche il canale di acquisto: nel 2025 il 52% degli high net worth individuals (HNWI) preferisce comprare online, rispetto al 30% del 2023. Un’accelerazione che conferma la crescente digitalizzazione del settore.

L’Italia e la leva fiscale: Iva ridotta al 5% e nuovo quadro normativo

Nel mercato italiano, il 2025 è stato segnato da un intervento rilevante sul piano fiscale: la riduzione dell’IVA sulle opere d’arte dal 22% al 5%, entrata in vigore a luglio 2025. Una misura pensata per rafforzare la competitività del Paese rispetto agli altri mercati europei. Il report evidenzia inoltre il Disegno di Legge “Italia in Scena”, approvato a fine marzo 2026, che introduce interventi su valorizzazione del patrimonio culturale, semplificazione della circolazione delle opere e maggiore coinvolgimento dei soggetti privati.

L’obiettivo complessivo è rendere più fluido il mercato, aumentando la mobilità delle opere e l’attrattività internazionale del sistema italiano.

Arte come asset patrimoniale: il nodo del passaggio generazionale

Il report sottolinea anche un cambiamento profondo nella percezione dell’arte come asset patrimoniale. Secondo i dati globali, il 51% dei collezionisti intende lasciare le proprie collezioni alla famiglia, una quota in aumento rispetto al passato.

Tuttavia, emerge un problema crescente: la gestione del passaggio generazionale. In sei anni, la percentuale di collezionisti che vuole pianificare il trasferimento delle proprie opere ma non lo ha ancora fatto è passata dal 7% al 36%.

Un tema che, secondo gli analisti, apre nuove opportunità per il wealth management, chiamato a supportare famiglie e collezionisti nella gestione di patrimoni complessi. Nel complesso, il mercato dell’arte e dei beni da collezione continua a evolvere verso una maggiore selettività. Qualità, autenticità e tracciabilità diventano i principali fattori competitivi, mentre cresce il peso delle nuove generazioni, sempre più orientate a sostenibilità, impatto e valore culturale.

Come evidenzia il report, il futuro del settore dipenderà dalla capacità degli operatori di intercettare questi cambiamenti, costruendo un’offerta in grado di rispondere a un pubblico sempre più giovane, digitale e attento alla dimensione sociale del collezionismo.

In questo contesto, il 2025 non rappresenta solo un anno di ripresa, ma un punto di svolta per un mercato che si sta progressivamente ridefinendo nei suoi modelli economici, culturali e finanziari.