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Sinner: il 2026 parte da numero uno (anche nei conti) dopo Montecarlo

Jannik Sinner ha iniziato il 2026 nel modo migliore possibile, vincendo prima il Sunshine Double e poi il Masters 1000 di Monte-Carlo, con un effetto immediato sia sul ranking ATP sia sui guadagni. Dopo il successo di ieri contro Carlos Alcaraz nel Principato, che gli ha permesso di tornare numero uno nella classifica mondiale, il tennista altoatesino continua a rafforzare anche la propria leadership economica, con un prize money stagionale che ha già superato quota 4,3 milioni di dollari.

Il solo Sunshine Double, cioè l’accoppiata Indian Wells-Miami, ha portato in dote a Sinner circa 3,21 milioni di dollari, grazie ai due successi da 1,151 milioni ciascuno. A questo si è poi aggiunto il bottino di Monte-Carlo, pari a quasi 975 mila euro, che ha ulteriormente gonfiato il totale dei premi incassati nel 2026.

L’impero degli sponsor

Il vero motore del patrimonio di Sinner non è il campo da tennis, ma la sala contratti. Con Nike ha siglato un accordo da 150 milioni di euro in dieci anni, ovvero 15 milioni all’anno. A seguire, circa 5 milioni complessivi a stagione derivanti da Rolex, Head, Lavazza, Fastweb, Parmigiano Reggiano, Alfa Romeo, Technogym, Pigna, Panini e Isybank.

Il colpo più recente è la partnership pluriennale con Allianz, il colosso assicurativo tedesco che lo ha nominato Global Brand Ambassador a livello mondiale. Il logo personale di Sinner, la mascotte della volpe rossa, è diventato un vero e proprio asset strategico nel suo posizionamento commerciale. Le vendite dei prodotti con il suo marchio personale sono cresciute del 40% nel 2024.

La “Sinner Spa”: struttura tra Italia e Principato

Accanto agli sponsor, emerge una struttura societaria sempre più articolata. Secondo quanto ricostruito da fonti giornalistiche italiane, il sistema che ruota attorno al tennista si sviluppa tra Italia e Principato di Monaco. In Italia, la società Foxera Re, al centro degli investimenti immobiliari, è stata trasformata in una srl con un oggetto sociale ampliato, avvicinandosi a una vera holding. Gli asset immobiliari milanesi, valutati da perizie indipendenti, superano i 6,5 milioni di euro.

A Milano, in particolare, spiccano due appartamenti di pregio in zona San Babila, all’interno di Casa Barelli, per un investimento complessivo superiore ai 6,5 milioni. Una scelta che segnala la volontà di mantenere un presidio patrimoniale in Italia. Il baricentro operativo resta però nel Principato di Monte Carlo, dove Sinner vive e gestisce le proprie attività. Qui opera Wooly Lemon, la società che coordina diritti d’immagine e partnership pubblicitarie.

È attraverso questa struttura che transitano i ricavi degli sponsor, stimati in oltre 30 milioni di euro annui. Un modello ormai tipico degli atleti globali, che consente di centralizzare la gestione commerciale e ottimizzare i flussi finanziari.

Il patrimonio cresce

Le stime sul patrimonio netto restano inevitabilmente variabili, perché dipendono dal perimetro considerato. Alcune fonti parlano di valori attorno ai 50-60 milioni di dollari, mentre altre spingono la valutazione oltre i 100 milioni di dollari includendo asset, sponsorizzazioni e partecipazioni.
Al di là dei numeri, la tendenza, però, è univoca: la crescita è rapida e costante. Tutto questo a soli 24 anni. Se il ritmo dovesse continuare Sinner è destinato a diventare lo sportivo italiano più ricco di tutti i tempi.