Vontobel festeggia 10 anni in Italia e nomina Jacopo Fiaschini a Head Public Distribution Execution
Il mercato dei certificati in Italia ha completato la sua metamorfosi, passati da asset di nicchia a componenti essenziali dei portafogli diversificati. Vontobel, protagonista di questa evoluzione dal 2016, segna il traguardo dei dieci anni di attività sul mercato domestico con una riorganizzazione dei vertici: Jacopo Fiaschini guiderà la strategia di distribuzione per l’intera area europea.
I traguardi e le strategie di Vontobel
In particolare, come si apprende dalla nota, Vontobel, player di primaria importanza a livello europeo nel campo dei certificati e parte di un Gruppo Bancario quotato e con oltre 100 anni di storia, taglia il traguardo dei dieci anni dalla quotazione del primo Certificato in Italia e annuncia la nomina di Jacopo Fiaschini a Head Public Distribution Execution. In questo nuovo ruolo, Fiaschini vedrà un ampliamento delle proprie responsabilità oltre il mercato italiano, assumendo il coordinamento delle attività commerciali e di business per l’intera Europa continentale e la Svizzera. Un riconoscimento anche dei risultati ottenuti alla guida del mercato italiano, dove per il terzo anno consecutivo, Vontobel si è confermata tra i primi tre player sul SeDeX per volumi scambiati ed è risultato il primo emittente per Certificati a Capitale Protetto Condizionato.
L’expertise del Gruppo
Vontobel vanta una lunga e profonda expertise nel campo degli strumenti derivati quotati, avendo esordito oltre 20 anni fa sul mercato svizzero. Oggi è solidamente presente in tutti i principali mercati europei, tra cui Scandinavia, Germania, Francia e Italia. Vontobel si distingue per l’appartenenza a un Gruppo Bancario, solido e quotato, e per l’alto grado di innovazione, orientata sia all’individuazione di nuovi sottostanti sia alla realizzazione di nuove strutture o al perfezionamento di strutture esistenti attraverso modifiche tecniche in grado di rispondere tempestivamente alle esigenze degli investitori, consentendo loro di cogliere le opportunità più interessanti offerte dal mercato.
Dieci anni di forte cambiamento
Dal 2016 a oggi, il mercato dei certificati in Italia è cambiato in modo sostanziale, in termini di dimensioni e di maturità. Oggi è uno dei più sviluppati e liquidi in Europa per gli investitori retail ed è evoluto sia dal punto di vista dei prodotti che degli investitori. Ieri gli strumenti erano più semplici, spesso orientati principalmente al rendimento; oggi si guarda con maggiore interesse a soluzioni più sofisticate, che integrano elementi di protezione, diversificazione e gestione del rischio. Gli investitori, poi, sono diventati più consapevoli, più informati e attenti, mostrando una crescente sensibilità verso il profilo rischio/rendimento e verso strategie che funzionino anche in scenari di mercato non lineari. Questo cambiamento è ben testimoniato dai dati del mercato secondario, dove il turnover degli investment certificate è cresciuto considerevolmente, superando per rilevanza il segmento leverage.
Lo sguardo al futuro
I due trend evidenziati (strutture più articolate, investitori più consapevoli) continueranno a caratterizzare il mercato e a influenzarsi a vicenda. Il risultato, nei prossimi anni, sarà un sostanziale cambio di ruolo dei certificati all’interno dei portafogli diversificati, da strumenti tattici a componenti strategiche.
“I certificati stanno diventando una parte integrante della costruzione del portafoglio, perché possono consentire di modulare il rischio e costruire profili di rendimento più articolati. Possono essere strumenti adatti a mercati complessi, se adeguatamente compresi. In un contesto caratterizzato da maggiore volatilità e da mercati più imprevedibili, i certificati d’investimento possono permettere di ottenere rendimento anche in scenari laterali o moderatamente negativi, introducendo elementi di protezione, e i certificati a leva di prendere posizione in modo mirato per gestire l’esposizione”, ha commentato Jacopo Fiaschini, Head Public Distribution Execution di Vontobel.
“Questa dinamica – continua Jacopo Fiaschini – renderà probabilmente il segmento dei certificati ancora più competitivo. Negli ultimi 10 anni molti player si sono proposti su questo mercato, non tutti con successo. I prossimi anni potrebbero essere ancora più sfidanti. Per mantenere e guadagnare quote di mercato sarà sempre più importante mettere a disposizione degli investitori competenze, tecnologia e supporti educational”.
L’approccio di Vontobel
Nel 2016, il mercato dei certificati in Italia era già ben presidiato da player di prima grandezza, italiani e stranieri. Vontobel ha saputo ritagliarsi crescenti quote di mercato con un approccio molto ben definito e pragmatico. “Ci siamo concentrati – dice Jacopo Fiaschini – su ciò che sappiamo fare meglio senza disperdere energie su aree dove non potessimo creare valore distintivo e in una logica di adattamento continuo alle mutazioni delle esigenze degli investitori e dei mercati finanziari”. Da qui la focalizzazione sulla qualità delle soluzioni/ strutture offerte, l’impegno costante a innovare e a porsi di fronte agli investitori non come semplice emittente, ma come partner, accompagnandoli lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla comprensione iniziale, grazie a un forte investimento nell’educazione finanziaria, fino al supporto sul mercato secondario.
Grazie a questo approccio, oggi Vontobel mette a disposizione degli investitori italiani una gamma variegata di oltre 33.000 strumenti, tra i certificati quotati in Borsa Italiana e gli strumenti disponibili sulla piattaforma di Trade Republic, tra i principali neobroker a livello europeo. La gamma spazia dai certificati a leva fissa e variabile alla famiglia degli Express, fino ai tracker certificate e agli AMC, le soluzioni che hanno portato l’expertise degli asset manager attivi nel mondo dei certificati.