Fonte: Matis
A novembre, il “Ritratto di Elisabeth Lederer“ di Gustav Klimt ha stabilito il record di vendita per un’opera d’arte moderna con i suoi 236 milioni di dollari. Questa operazione ha chiuso un anno che, dopo l’exploit post-pandemico, ha mostrato una dinamica più ordinata e regalato una coda che apre scenari interessanti per l’investimento in opere d’arte, sebbene resti cruciale avere una guida competente per cogliere le opportunità. Una di queste è senz’altro Matis, società fondata a Parigi nel 2023 da Arnaud Dubois e François Carbone, che propone un approccio strutturato al co-investimento in opere di artisti moderni.
Alla ricerca del valore
Investire nell’arte richiede competenze specifiche, accesso a una rete spesso riservata e la capacità di mobilitare capitali importanti. Il mercato è caratterizzato da una forte selettività, dove provenienza, rarità e riconoscibilità museale delle opere rappresentano fattori decisivi nella formazione del valore. In questo contesto stanno emergendo nuovi modelli di accesso pensati per investitori privati e professionali che vogliono cogliere i benefici di questa asset class.
Come funziona Matis
Il mercato dell’arte, tradizionalmente appannaggio di pochi, diventa più accessibile grazie a Matis — guidata in Italia da Alberto Bassi — che propone offerte di co-investimento in opere di artisti iconici del XX secolo. Per ogni opera selezionata viene creato un veicolo societario ad hoc a cui si può partecipare attraverso l’acquisto di obbligazioni convertibili, dalla durata massima di cinque anni. Il modello è concepito per favorire la diversificazione del portafoglio su più club deal. Il versamento minimo per investire in opere parte da 20.000 euro, con una durata media (non garantita) dell’investimento di 24 mesi. L’investimento in opere d’arte mostra una decorrelazione rispetto dall’andamento dei mercati negli ultimi 20 anni, come evidenziato dal grafico, posizionandosi così come asset class alternativa in grado di generare valore nel tempo in un portafoglio ben diversificato.

Autorizzata dall’Autorité des Marchés Financiers, Matis mette a disposizione degli investitori competenze specialistiche, accesso al network del mercato e un quadro di investimento regolamentato che consente di partecipare all’acquisto e alla valorizzazione di opere di alto livello. Dal suo lancio la società ha finanziato l’acquisto di 80 opere, di cui 25 già rivendute, con una performance netta media* per gli investitori pari al 16,7% sulle opere cedute (dati aggiornati al 24 febbraio 2025). I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. L’investimento in asset non quotati può comportare il rischio di perdita parziale o totale del capitale investito.
Le prospettive di un mercato più maturo
Tornando ai trend del mercato dell’arte, più che una nuova corsa generalizzata, l’anno scorso si è vista una selezione da parte degli investitori. La ripresa del 2025 non è stata omogenea: a essere premiate sono state soprattutto le opere degli artisti iconici del XX secolo come Pablo Picasso e Lucio Fontana con forte presenza museale, storicità riconoscibile e continuità nelle grandi vendite internazionali. Le prospettive per il 2026 sembrano indicare una continuità di questa fase.
Dunque, il futuro offre meno spazio per la speculazione rapida, più attenzione alla protezione del capitale e alla qualità reale delle opere. Per chi investe, il punto non è inseguire il prossimo exploit, ma capire dove si concentra oggi il valore: rarità, provenienza, qualità storica e capacità dell’opera di reggere nel tempo. In questo scenario di selezione Matis si posiziona come punto di riferimento, rendendo accessibile un mercato che, pur mantenendo il suo carattere esclusivo, apre nuove possibilità di investimento allettanti per chi desidera includere questa componente nel proprio portafoglio.
*Rendimento netto per l’investitore: importo versato all’investitore, al netto di eventuali spese e al lordo delle imposte, che corrisponde alla differenza tra il prezzo di cessione dell’opera e il suo importo di acquisto, dal quale vengono detratte le spese relative alla commissione della galleria, le tasse e le spese di Matis.