Gas naturale: balzo prezzi dopo gli attacchi dell’Iran a impianti in Qatar
Il prezzo del gas naturale in Europa ha subito un marcato aumento dopo che l’Iran ha intensificato gli attacchi alle infrastrutture energetiche nel Golfo, provocando danni significativi all’impianto di esportazione di gas naturale liquefatto (LNG) più grande del mondo. I future sul gas hanno registrato un incremento fino al 35%, con prezzi ormai più che raddoppiati dall’inizio della guerra. Al momento, il TTF scambia in rialzo del 25% a 68 €/Mwh.
QatarEnergy ha riferito che diversi impianti di LNG all’interno della sua Città Industriale di Ras Laffan sono stati colpiti da missili, “causando incendi di grandi dimensioni e ulteriori danni estesi.” Il complesso ospita un impianto che tipicamente produce circa un quinto dell’offerta globale di LNG. Sebbene le spedizioni fossero già state interrotte all’inizio del mese a causa della guerra, i recenti attacchi minacciano di mantenere i prezzi del gas in Europa e in Asia più alti per un periodo più lungo.
Anche le strutture di gas di Habshan ad Abu Dhabi sono state chiuse dopo essere state colpite da detriti caduti da uno sciopero intercettato. Il presidente Donald Trump ha dichiarato in un post sui social media che gli Stati Uniti risponderanno se le strutture di LNG del Qatar verranno attaccate nuovamente.
I dettagli completi sull’entità del danno e la tempistica per le riparazioni non sono ancora noti. Mentre i paesi asiatici acquistano la maggior parte del LNG spedito dal Medio Oriente, qualsiasi interruzione prolungata dei flussi ridurrebbe l’equilibrio dell’offerta globale, mantenendo i prezzi elevati in tutto il mondo.
Per l’Europa, in particolare, l’escalation giunge in un momento delicato poiché la regione sta uscendo dall’inverno con i serbatoi di stoccaggio svuotati. Ciò significa che dovrà acquistare più carichi di LNG questa estate per ricaricarli, competendo con gli acquirenti asiatici per una minor disponibilità di forniture.
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