Il fattore umano vince e porta dritto alla crescita. La rete Financial Planning Agent (Fpa) di Banca Generali accelera sia in termini di organico sia per masse gestite, superando i 2,5 miliardi di euro di asset in gestione, e guarda al futuro concentrandosi, in uno scenario reso incerto dal conflitto in Medio Oriente, su vicinanza alla clientela e protezione del patrimonio, grazie al valore della consulenza nella diversificazione e gestione attiva dei portafogli.
Il punto sulla fase attuale
Proprio il difficile contesto geopolitico è stato uno dei temi al centro delle due giornate di incontro degli agenti-consulenti guidati dal Sales Manager di Rete Filippo Di Leone Santullo, che si sono svolte il 12 e 13 marzo a Milano. Per analizzare lo scenario di mercato e le diverse strategie per difendere i portafogli in tempi di volatilità, affiancando i clienti e aiutandoli a non cedere all’emotività nelle decisioni finanziarie.
La squdra Fpa di Banca Generali
La squadra degli “Fpa” è composta da oltre 120 professionisti con un doppio ruolo di consulente finanziario e agente assicurativo del gruppo Generali, in grado di offrire ai clienti un pacchetto completo di soluzioni che accorpi polizze ramo danni, ramo vita, conti correnti e soluzioni evolute di risparmio. Solo da inizio anno la rete ha inserito sette nuovi profili lungo tutta la Penisola e continua a crescere, proseguendo nel percorso di sviluppo avviato quattro anni fa e che ha già portato a più che raddoppiare organico e asset gestiti.
Il ruolo chiave dei consulenti
“La rete dei consulenti Fpa è un canale strategico, grazie alla capacità di assicurare vicinanza alla clientela in termini di diversificazione e protezione. Potenzialità che si traducono in un percorso di crescita costante sia in termini di nuovi ingressi, sia in termini di raccolta”, spiega Filippo Di Leone, Sales Manager della rete Fpa. Ad affiancarlo sul territorio ci sono 5 manager: Vincenzo Di Stefano, Paola Boeri, Lucia Righetti, Paolo Dizioli e Marco Brunelli.
I driver della crescita
Il confronto avvenuto a Milano ha visto la partecipazione del top management, con l’ad Gian Maria Mossa, i vicedirettori generali Marco Bernardi e Andrea Ragaini e l’ad di Intermonte Guglielmo Manetti. Al centro della discussione i driver strategici di sviluppo, come il crescente ruolo nel dialogo con le PMI, spina dorsale del tessuto produttivo italiano, anche grazie all’ingresso di Intermonte nel gruppo Banca Generali. Sotto i riflettori anche le grandi sfide dell’industria del private banking, come la tecnologia e il grande potenziale dell’Intelligenza Artificiale, come forza moltiplicatrice al servizio del talento delle persone, in grado di rafforzare il rapporto di fiducia tra consulente e cliente.
Il peso della fiducia
Relazione fiduciaria ancora più cruciale in una fase di volatilità come quella attuale, innescata dal conflitto in Medio Oriente, con forti ribassi e rimbalzi improvvisi che si susseguono di giorno in giorno.
“Un momento in cui il ruolo della consulenza finanziaria a sostegno dei clienti è più importante che mai, per affiancarsi alle famiglie e alle imprese, aiutandole a identificare le migliori soluzioni per tutelarsi dai rischi”, ha spiegato Di Leone.
Il contributo dei gestori
Per questo, nel corso dell’evento, 9 SGR partner di Banca Generali si sono alternate sul palco per fare il punto sullo scenario globale ed esaminare le possibili soluzioni in ottica di costruzione del portafoglio: per difendersi dalla volatilità attraverso la diversificazione e puntare sui grandi trend trasformativi di lungo periodo.
“La nostra sfida quotidiana è la gestione e la protezione del patrimonio delle famiglie, non solo finanziario ma anche d’impresa. Una missione in cui possiamo giocare un ruolo cruciale, grazie all’importanza della crescente integrazione tra la consulenza assicurativa e la protezione patrimoniale, con sempre maggiore collaborazione e servizi”, conclude Di Leone.