Bayer, perdita di 3,6 miliardi di euro nel 2025
Il gruppo agrochimico e farmaceutico Bayer ha riportato la sua terza perdita netta consecutiva nel 2025, fortemente influenzata dalle controversie legali in corso negli Stati Uniti riguardanti il glifosato, un componente chiave dell’erbicida Roundup prodotto dalla sua controllata Monsanto. La perdita ammonta a 3,6 miliardi di euro, segnando un aumento del 42% rispetto all’anno precedente, e rappresenta il peggior risultato finanziario del gruppo dal 2020, anno della pandemia.
Nonostante queste difficoltĂ , Bayer ha dichiarato di poter assorbire i costi legali grazie a un ampio accordo finanziario recentemente stipulato. Il presidente del consiglio di amministrazione, Bill Anderson, aveva precedentemente avvertito che il 2025 sarebbe stato un anno cruciale e difficile in termini di performance finanziaria. I costi straordinari del gruppo sono aumentati del 12%, raggiungendo i 6,2 miliardi di euro, principalmente a causa delle cause legali contro il Roundup, accusato di essere cancerogeno.
Oltre alle controversie legali, Bayer ha registrato un calo del 4,5% nell’utile operativo rettificato (Ebitda), che si è attestato a 9,7 miliardi di euro al lordo delle voci straordinarie. Tuttavia, le vendite complessive del gruppo hanno mostrato un lieve incremento dell’1,1%, raggiungendo i 45,6 miliardi di euro, al netto degli effetti di cambio e di portafoglio.
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La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.