Il fondo sovrano norvegese chiude un 2025 da record, quanto ha guadagnato su azioni e bond
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È stato un anno da record il 2025 per il fondo sovrano norvegese, il più grande al mondo, che ha archiviato l’ultimo esercizio fiscale con un utile di 2.360 miliardi di corone norvegesi (pari a 246,9 miliardi di dollari). A comunicarlo è stato giovedì 29 gennaio il team di gestione di Norges Bank Investment Management (NBIM).
A fine anno il valore complessivo del fondo ha raggiunto circa 2.000 miliardi di dollari, confermandone la dimensione sistemica sui mercati finanziari globali. Nel corso del 2025 il fondo ha realizzato un rendimento complessivo di 13.500 miliardi di corone, il più elevato dalla sua istituzione negli anni Novanta. La performance è risultata tuttavia inferiore di 0,28 punti percentuali rispetto al benchmark di riferimento.
Il ruolo centrale dei mercati azionari
Le azioni, che rappresentano circa il 71% del portafoglio complessivo, hanno registrato un rendimento del 19,3% nel 2025, risultando il principale motore dei risultati annuali. Il fondo detiene partecipazioni in oltre 7.000 società distribuite in 60 Paesi, configurandosi come uno degli investitori istituzionali più diversificati al mondo.
Secondo l’amministratore delegato di NBIM, Nicolai Tangen, il contributo maggiore alla performance è arrivato dai settori tecnologico, finanziario e dei materiali di base.
“Le azioni di tecnologia, finanza e commodity si sono distinte, dando un contributo significativo al rendimento complessivo”, ha dichiarato il CEO.
Tra le partecipazioni di maggior valore figurano una quota dell’1,3% in Nvidia, dell’1,2% in Apple e dell’1,3% in Microsoft, a conferma del forte peso del comparto tecnologico nel portafoglio. Nel comparto dei materiali di base, il fondo detiene una partecipazione nel gruppo minerario Fresnillo, che nel 2025 è risultato il miglior titolo del FTSE 100 di Londra, con un rialzo del 452,5% sostenuto dal boom dell’argento e dall’acquisizione di Probe Gold.
Il settore finanziario ha rappresentato un’altra fonte rilevante di rendimento. NBIM possiede quote significative in grandi istituti statunitensi come Bank of America, JPMorgan Chase e Goldman Sachs. Il portafoglio include inoltre importanti banche europee, tra cui Santander, UBS, HSBC e UniCredit.
Obbligazioni, immobiliare e rinnovabili
Al di fuori dell’azionario, anche le altre asset class hanno chiuso il 2025 in territorio positivo. Gli investimenti obbligazionari hanno registrato un rendimento del 5,4%, mentre il real estate non quotato ha reso il 4,4%. Particolarmente brillante il risultato delle infrastrutture per le energie rinnovabili, che hanno segnato un ritorno del 18,1% nel corso dell’anno.
Nel complesso, il valore del fondo è aumentato di 1.530 miliardi di corone, pari a circa 159,9 miliardi di dollari.
Il caso Caterpillar
Accanto ai risultati finanziari, alcune decisioni di investimento hanno attirato l’attenzione politica. Soprattutto quelle di dismettere le partecipazioni nel produttore statunitense Caterpillar e in cinque banche israeliane, citando il rischio che tali società contribuissero a violazioni dei diritti nei territori palestinesi. Decisioni che non sono andate giù all’amministrazione Trump. Secondo un portavoce statunitense del Dipartimento di Stato americano l’uscita da Caterpillar “sembra basata su accuse illegittime contro l’azienda e il governo israeliano”.
Il ministro delle Finanze norvegese, Jens Stoltenberg, ha successivamente chiarito che le dismissioni “non sono state una decisione politica”. Gli Stati Uniti restano infatti un mercato centrale per il fondo: le azioni americane rappresentano il 38,8% del totale degli investimenti.
Un concetto ribadito la scorsa settimana durante il World Economic Forum di Davos. In quell’occasione, Stoltenberg ha affermato di non vedere motivi per un’uscita dal mercato statunitense.
“La nostra presenza negli Stati Uniti riflette la dimensione del mercato americano. Ed è la scelta migliore per un fondo con un orizzonte di lunghissimo periodo”, ha dichiarato.