Tassi Fed fermi, con una “svolta leggermente hawkish”
La Federal Reserve (Fed) ha mantenuto invariati i tassi di interesse nella forbice compresa tra il 3,5% e il 3,75%, ai minimi da tre anni.
La decisione
Una decisione ampiamente attesa dai mercati, con un verdetto che però non è stato unanime (10 voti a favore e due contrari, ovvero quelli dei governatori Stephen Miran e Chris Waller che hanno votato per tagli di 25 punti base). Per Miran, il cui mandato scade sabato, è l’ultimo incontro. Il nome di Chris Waller continua, invece, a essere menzionato in relazione alla nomina di Presidente della Fed, ma ora, secondo alcune previsioni, è visto al terzo posto, dietro sia a Rick Rieder sia a Kevin Warsh.
“Riteniamo che l’attuale posizione della politica monetaria sia adeguata a promuovere progressi verso i nostri obiettivi di massima occupazione e di inflazione al 2%”, ha dichiarato il numero uno della Fed, Jerome Powell, in conferenza stampa.
ING: svolta leggermente hawkish
“Il punto chiave è una svolta leggermente hawkish nello statement e nella conferenza stampa – suggeriscono da ING -. Nella riunione del FOMC di dicembre, i funzionari hanno affermato che ‘i rischi al ribasso per l’occupazione erano aumentati negli ultimi mesi’, ma ieri hanno scelto di rimuovere tale riferimento”. A parte questo, la crescita è descritta come “solida”, mentre riconoscono “alcuni segnali di stabilizzazione” nel tasso di disoccupazione. Powell ha poi riconosciuto le distorsioni dei dati, ma ha lasciato intendere che le prospettive di crescita sono migliorate negli ultimi mesi.
“Per il momento nessuna criticitá, economia stabile ma solamente all’apparenza, in quanto le tendenze del peggioramento di alcuni dati sono molto chiare. Il banco prova, come sempre, é il tasso di disoccupazione insieme ai nonfarm payrolls del 6 febbraio”, indica David Pascucci di Xtb.
Breaking news
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato la conclusione positiva della prima emissione del BTP Italia Sì. Il nuovo titolo di Stato, indicizzato all’inflazione nazionale e pensato per la tutela del risparmio, ha registrato una solida domanda
Nel primo trimestre del 2026, i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie italiane hanno registrato un aumento annuo del 5,2%, secondo le stime preliminari dell’Istat. Questo incremento è stato influenzato dalla crescita dei prezzi delle abitazioni nuove, mentre il ritmo di crescita delle abitazioni esistenti ha rallentato leggermente.
La Borsa di Tokyo ha chiuso in positivo, con l’indice Nikkei che ha raggiunto un nuovo massimo storico. I rialzi sono stati sostenuti dai titoli elettronici e industriali, mentre si osserva cautela per l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.
Il prestito obbligazionario ha una durata di 36 mesi e riconosce un tasso di interesse fisso annuo pari al 6,50%, con pagamento di cedole trimestrali