Amazon annuncia nuovi licenziamenti per 16.000 dipendenti a livello globale
Amazon ha annunciato un significativo ridimensionamento del personale corporate, che coinvolgerà circa 16.000 dipendenti in tutto il mondo. Questo fa parte di un piano strategico volto a semplificare la struttura organizzativa, nel contesto di un mercato dove la competizione sull’intelligenza artificiale è sempre più intensa.
Beth Galetti, vicepresidente senior per l’esperienza delle persone e la tecnologia, ha spiegato che ai dipendenti statunitensi verranno offerti 90 giorni per cercare nuove opportunità all’interno dell’azienda, oltre a pacchetti di uscita e supporto alla transizione. “Stiamo lavorando per rafforzare la nostra organizzazione riducendo i livelli, aumentando la proprietà e rimuovendo la burocrazia”, ha dichiarato Galetti.
Questa decisione segue un precedente taglio di 14.000 posti di lavoro avvenuto pochi mesi fa, portando il totale dei recenti licenziamenti a cifre comparabili a quelle del 2022-2023, quando furono eliminate circa 27.000 posizioni. Il CEO di Amazon, Andy Jassy, ha più volte sottolineato la necessità di eliminare livelli manageriali superflui e correggere gli eccessi di assunzioni avvenuti durante il periodo pandemico. Jassy ha inoltre avvertito che l’avanzare dell’automazione tramite AI porterà inevitabilmente a una riduzione della forza lavoro, poiché più processi verranno automatizzati.
Attualmente, Amazon impiega circa 1,57 milioni di persone, la maggior parte delle quali nei magazzini. La forza lavoro corporate è composta da circa 350.000 dipendenti, il che significa che i tagli annunciati rappresentano circa il 4,6% di questa divisione.
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L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.