Borsa di Tokyo in calo: Nikkei chiude a -1,06%
La giornata di oggi ha visto la Borsa di Tokyo chiudere con una significativa flessione, influenzata dalle crescenti tensioni tra Cina e Giappone. Queste tensioni hanno generato preoccupazioni nel mercato, soprattutto in relazione alla possibile imposizione di restrizioni sull’approvvigionamento di terre rare dalla Cina, un elemento cruciale per molte industrie tecnologiche.
Parallelamente, il mercato ha assistito a un crollo dei prezzi del petrolio. Questo ribasso è dovuto alle speculazioni circa un potenziale ritorno sul mercato del petrolio venezuelano, che potrebbe alterare gli equilibri attuali. Questi fattori hanno portato l’indice Nikkei a chiudere in calo dell’1,06% attestandosi a 51.961,98 punti, mentre l’indice allargato Topix ha registrato una perdita dello 0,77%, fermandosi a 3.511,34 punti. Le tensioni sino-giapponesi e la situazione del mercato petrolifero rappresentano variabili critiche per gli investitori, che devono navigare in un contesto di incertezza crescente.
Breaking news
Apertura all’insegna della cautela a Wall Street in attesa della decisione odierna della Federal Reserve sui tassi. All’avvio delle contrattazioni il Dow Jones sale dello 0,04% a 52.031,24 punti, il Nasdaq avanza dello 0,45% a 26.500,87 punti, mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,06% a 7.516,13 punti.
Eni e Fincantieri rafforzano la collaborazione nel settore delle tecnologie subacquee. Le due società hanno annunciato la firma di un accordo per la valorizzazione di Clean Sea, tecnologia proprietaria sviluppata da Eni per il monitoraggio dell’ecosistema marino e delle infrastrutture offshore
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti mostrano un calo del 3,8% nella settimana al 12 giugno, dopo un incremento del 10,8% nella settimana precedente. Anche le richieste di rifinanziamento e le nuove domande diminuiscono, rispettivamente del 4,5% e del 3,4%. I tassi sui mutui trentennali restano stabili al 6,6%, secondo la Mortgage Bankers Association.
Eni ha comunicato l’acquisto di oltre 4 milioni di azioni proprie sull’Euronext Milan, parte di un programma di buyback per offrire un ritorno aggiuntivo agli azionisti. L’operazione rappresenta lo 0,14% del capitale sociale, con un investimento totale di quasi 100 milioni di euro.