USA, peggiore l’attività del settore manifatturiero di Philadelphia
A dicembre 2025 l’attività del settore manifatturiero nell’area di Philadelphia ha subito un peggioramento inaspettato, con l’indice Philly Fed che è sceso a -10,2 punti rispetto ai -1,7 di novembre. Questo rappresenta il terzo valore negativo consecutivo e si discosta notevolmente dalle previsioni degli analisti, che si aspettavano un miglioramento a +2,5 punti.
Un indice al di sopra dello zero indica che nel distretto ci sono più imprese ottimiste che pessimiste. Al contrario, un indice negativo come quello attuale segnala un predominio del pessimismo tra le aziende manifatturiere dell’area.
Nonostante il quadro generale negativo, ci sono alcuni segnali positivi. Gli indici dei nuovi ordini e delle spedizioni sono tornati in territorio positivo, con il primo in aumento di 14 punti a 5,0 e il secondo in crescita di 12 punti a 3,2. Questi dati indicano una ripresa della domanda e delle attività logistiche rispetto al mese precedente.
L’occupazione nel settore continua a mostrare una tendenza al rialzo, con l’indice dell’occupazione che ha raggiunto 12,9, il valore più alto da maggio. Questo suggerisce che le aziende stanno assumendo più personale, nonostante le difficoltà economiche.
Per quanto riguarda i prezzi, le aziende segnalano ancora aumenti significativi. L’indice dei prezzi pagati è sceso a 43,6, il livello più basso da giugno, mentre l’indice dei prezzi ricevuti è salito a 24,3, recuperando quasi completamente il calo del mese scorso.
Breaking news
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.
Poste Italiane ha registrato ricavi record di 6,8 miliardi di euro nel primo semestre 2026, grazie a una crescita in tutte le aree di business. L’utile netto è aumentato del 4%, mentre la raccolta netta nei prodotti di investimento ha raggiunto 2,7 miliardi di euro. La strategia aziendale è stata ulteriormente rafforzata con un nuovo accordo per la distribuzione del risparmio postale e un focus sull’intelligenza artificiale.