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La settimana bianca resta uno dei grandi classici delle vacanze invernali, ma mai come quest’anno scegliere quando e dove partire fa davvero la differenza sul portafoglio. L’ultima indagine di Altroconsumo sui costi della stagione sciistica 2025-2026 fotografa infatti un mercato a due velocità, con dinamiche che cambiano sensibilmente tra Capodanno e Carnevale e con l’ombra lunga delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 a influenzare prezzi e disponibilità.
Il dato che sorprende di più riguarda proprio Capodanno. Tradizionalmente è il periodo più caro in assoluto, quello in cui domanda e listini toccano i massimi. E invece, per il passaggio tra il 2025 e il 2026, i conti tornano un po’ più leggeri. In media, una settimana bianca a cavallo dell’anno costa il 6% in meno rispetto allo scorso inverno. Un’inversione di tendenza tutt’altro che scontata, soprattutto se si considera il contesto generale di inflazione e rincari che ha caratterizzato il turismo negli ultimi anni.
Capodanno 2026: prezzi in calo contro ogni previsione
Il motivo principale di questo ribasso è uno solo: gli alloggi. In sette località su nove monitorate, i prezzi di hotel e B&B scendono in modo anche molto marcato. Livigno guida la classifica dei ribassi, con un -30% complessivo che diventa addirittura -42% se si guarda ai soli hotel. Anche Cortina d’Ampezzo, pur restando tra le mete più costose, registra una riduzione superiore al 20%. Bormio, Vigo di Fassa, Tarvisio e Champoluc seguono a distanza con cali più contenuti ma comunque significativi.
Le eccezioni non mancano e saltano subito all’occhio: Madonna di Campiglio, dove i prezzi degli alloggi aumentano, e Pila, che spicca per un rincaro particolarmente accentuato. Il risultato è un ventaglio di spesa molto ampio. Per una coppia, la settimana di Capodanno può costare poco meno di 1.600 euro a Tarvisio oppure sfiorare i 4.000 euro a Madonna di Campiglio. In mezzo si collocano tutte le altre località, con budget che oscillano tra i 2.400 e i 3.700 euro.
A prescindere dalla destinazione, una certezza rimane: l’alloggio pesa circa il 75% del costo totale, mentre lo skipass incide intorno al 20% e il viaggio in auto resta una voce marginale.
Carnevale 2026: rincari diffusi e l’eccezione Cortina
Scenario opposto per Carnevale. Tra fine febbraio e inizio marzo i prezzi tornano a salire quasi ovunque. La domanda cresce, le settimane “buone” si concentrano e in alcune zone entra in gioco un fattore straordinario: le Olimpiadi invernali. È il caso di Cortina d’Ampezzo, dove l’effetto Giochi si traduce in una vera e propria esplosione dei listini. A Carnevale 2026 una settimana sulla neve supera i 4.600 euro, con un aumento degli alloggi che in un solo anno arriva al 159%.
Tolto il caso Cortina, però, anche le altre località mostrano segnali di rialzo, seppur più contenuti. Pila, Livigno e Courmayeur registrano aumenti a doppia cifra, mentre Tarvisio, Vigo di Fassa e Champoluc crescono in modo più moderato. Bormio resta stabile e Madonna di Campiglio segna addirittura un leggero calo.
In questo periodo l’incidenza dell’alloggio scende leggermente, attestandosi intorno al 67% del totale, mentre lo skipass guadagna peso e arriva a rappresentare oltre un quarto della spesa complessiva.
Alloggi, skipass e viaggio: dove si gioca la partita dei costi
Nonostante i rincari, il Carnevale resta comunque il periodo più conveniente dell’alta stagione. In media costa il 37% in meno rispetto a Capodanno, percentuale che sale al 44% se si esclude Cortina. I numeri parlano chiaro: Bormio passa da oltre 2.400 euro a poco più di 1.700, Madonna di Campiglio scende sotto i 2.500 euro, Pila si ferma intorno ai 1.870 euro. La differenza, ancora una volta, la fanno soprattutto gli alloggi, che tra i due periodi calano mediamente del 46%.
Un altro luogo comune che l’indagine smonta riguarda la scelta tra hotel e B&B. Non esiste una regola valida ovunque. In alcune località gli hotel risultano addirittura più economici dei B&B, in altre accade il contrario, con divari anche significativi. Tradotto: confrontare le offerte è indispensabile.
Capitolo skipass. Sciare resta caro e i rincari non risparmiano gli impianti. Il giornaliero in alta stagione arriva fino a 86 euro nei grandi comprensori, mentre la media cresce di circa il 4% rispetto alla scorsa stagione. Per una famiglia o un gruppo di adulti, la spesa quotidiana può superare facilmente i 200 euro.
Infine il viaggio. Paradossalmente, è la voce meno pesante del bilancio. Tra carburante e pedaggi, l’auto incide in genere per meno del 5% sulla spesa totale. Le variazioni rispetto allo scorso anno dipendono soprattutto dai percorsi e dai pedaggi, più che dal prezzo dei carburanti.