iRobot dichiara bancarotta e trasferisce il controllo a Shenzhen Picea Robotics
iRobot, la celebre azienda dietro al robot aspirapolvere Roomba, ha recentemente dichiarato bancarotta, segnando un momento critico nella sua storia. La società americana ha presentato istanza di Chapter 11 negli Stati Uniti, una mossa che le permetterà di ristrutturare i suoi debiti mentre continua a operare.
Una parte fondamentale del piano di ristrutturazione prevede il trasferimento del controllo di iRobot al suo principale fornitore cinese, Shenzhen Picea Robotics. Questo passaggio di controllo segna un cambiamento significativo nel panorama del mercato dei robot aspirapolvere, che negli ultimi anni ha visto una crescente competizione da parte delle aziende cinesi, capaci di produrre prodotti di alta qualità a costi inferiori.
Le azioni di iRobot, quotate a Wall Street, hanno registrato un drastico calo del 72% nel premercato, riflettendo l’incertezza e le sfide che l’azienda sta affrontando. Nonostante la situazione critica, iRobot ha assicurato che continuerà a operare, mantenendo il pagamento dei dipendenti e dei fornitori, e rimanendo un ‘going concern’.
Breaking news
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.