Azimut: a novembre e dicembre riacquista azioni per 27,6 mln di euro
Azimut Holding comunica che nei mesi di novembre e dicembre ha riacquistato complessivamente 838.836 azioni per un controvalore totale di 27,6 milioni di euro, ad un prezzo medio ponderato pari a 32,88 euro per azione. Il programma, spiega una nota, prosegue in linea con le deliberazioni dell’assemblea degli azionisti del 30 aprile 2025.
Nello stesso periodo, e fino a data odierna, il presidente e fondatore Pietro Giuliani, insieme ai ceo Giorgio Medda e Alessandro Zambotti, hanno acquistato a titolo personale 69.366 azioni per un controvalore complessivo di oltre 2,4 milioni, ad un prezzo medio ponderato pari a 34,77 euro per azione. “Questi investimenti, che proseguiranno anche nei prossimi giorni, sottolineano la fiducia nella crescita futura del Gruppo e confermano il forte allineamento tra top management e azionisti”, precisa la società.
“Proseguiamo il nostro percorso con impegno e visione dichiara Pietro Giuliani, presidente di Azimut Holding -. Credo fermamente nelle prospettive del Gruppo e lo dimostro con investimenti personali nel titolo in questi giorni, che proseguiranno fino a 3 milioni di euro, a conferma del pieno allineamento con gli azionisti che da sempre ci contraddistingue. Con oltre 18 miliardi di raccolta netta a fine novembre e 386 milioni di utile netto nei primi nove mesi dell’anno, puntiamo a superare 500 milioni sull’intero esercizio”.
Breaking news
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.