Investimenti

Il ritorno del reddito fisso: per BNY è il momento di ribilanciare i portafogli

È tornata l’ora di guardare al mercato obbligazionario. Dopo oltre un decennio dominato dall’era dei tassi a zero e rendimenti obbligazionari compressi, il reddito fisso può tornare protagonista sui mercati globali. In un contesto in cui il mercato azionario resta sbilanciato (con una forte concentrazione su Wall Street e le big tech Usa), qualcosa si sta muovendo. Con un ritorno dell’interesse verso il fixed income, un’asset class che può rappresentare un’opportunità di diversificazione del portafoglio. “Rendimenti elevati, fondamentali solidi e vantaggi in termini di diversificazione potrebbero rendere il reddito fisso il pilastro dei portafogli di investimento nel corso del prossimo anno”. È questo il punto di partenza dello studio di Insight Investment, società di BNY Investments, dal titolo “Time to allocate fixed income”.

Gli “squilibri” nell’equity, come affrontarli

È il momento di diversificare per guardare oltre un mercato azionario sempre più sbilanciato. L’analisi di April LaRusse, head of investment specialists di Insight Investment, e Simon Down, co-head of investment content di Insight Investment, parte da un’istantanea chiara che vede le azioni statunitensi dominare. Un numero rende ancora più l’idea di questa predominanza. L’equity Usa rappresenta, infatti, oltre il 70% dell’indice MSCI World, riflettendo un mercato azionario globale che presenta non pochi squilibri, dominato da poche grandi aziende statunitensi. Di conseguenza, la sovraperformance dei titoli tecnologici a grande capitalizzazione – guidati dalle “Magnifiche 7“, club composto da Alphabet, Apple, Amazon, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla – ha determinato e continua a determinare una netta divergenza tra l’indice MSCI World US e l’indice MSCI World ex US.

Grafico 1: Le azioni statunitensi dominano l’indice MSCI World

Fonte: Insight e Bloomberg

Grafico 2: La capitalizzazione di mercato dei magnifici seven lascia poco margine di errore


Fonte: Insight e Bloomberg

“Sebbene questa ascesa sia stata sostenuta da un’eccezionale e prolungata crescita degli utili, la concentrazione che si è creata porta molti investitori ad essere più esposti ai mercati statunitensi e al dollaro americano di quanto possano immaginare – avvertono gli esperti -. Con i soli Magnifici Sette valutati quasi il 18% del PIL globale, c’è poco margine di errore nelle valutazioni. Riteniamo che i mercati obbligazionari offrano un’interessante opportunità per ridurre l’esposizione azionaria, offrendo il potenziale per ritorni più interessanti con una minore volatilità e minori rischi di drawdown”.

I rendimenti sono tornati, pronti a restare

L’era dei bassi rendimenti è terminata, lasciando il posto a un “new normal” per i rendimenti. Dopo l’epoca dei tassi vicini allo zero post crisi finanziaria del 2008, l’accelerazione dell’inflazione dopo lo scoppio della pandemia e la fine delle politiche ultra-espansive da parte delle banche centrali hanno riportato le curve dei rendimenti su livelli pre-crisi. I rendimenti del fisso ora sembrano essere pronti a “competere” con quelli azionari nel lungo termine. “A nostro avviso, il reddito obbligazionario offre opportunità interessanti per raggiungere gli obiettivi di investimento con minore volatilità e un maggiore potenziale di reddito“, precisa il team investimenti di Insight.

Grafico 3: I rendimenti obbligazionari appaiono interessanti rispetto ai rendimenti azionari di lungo periodo

Fonte: Insight e Bloomberg

La natura contrattuale delle obbligazioni, unita alla loro capacità di generare reddito costante, consente ridurre il rischio di ribassi del portafoglio.

Rendimenti più stabili, minori rischi di drawdown

Rendimenti più stabili, minor rischio di drawdown e vantaggi dalla diversificazione. I rendimenti obbligazionari derivano prevalentemente dal flusso cedolare, il che li rende “più prevedibili” rispetto alle azioni. Anche in contesti difficili, come nel 2022, le perdite obbligazionarie sono più contenute di quelle azionarie, confermando il ruolo del reddito fisso come uno strumento d’investimento in grado di garantire una certa stabilità. I prezzi obbligazionari, inoltre, tendono naturalmente a tornare verso il valore nominale (“pull to par”) nel tempo, e il flusso cedolare contribuisce a compensare eventuali cali di prezzo. In particolare, l’analisi di Insight Investment mette in evidenza come la “natura contrattuale delle obbligazioni e proprio l’effetto “pull to par” forniscano una protezione dai ribassi”.

Credito: i fondamentali restano solidi

I fondamentali del credito societario rimangono solidi. “Assistiamo a metriche di credito generalmente solide sia per gli emittenti investment grade sia per quelli high yield, e una combinazione di tagli dei tassi e investimenti in intelligenza artificiale dovrebbe sostenere la crescita dell’economia e permettere di schivare il rischio recessione – chiarisce April LaRusse -. I profili del debito sono gestiti attivamente, con scadenze ben distribuite e rischi di rifinanziamento ridotti, in particolare tra gli emittenti con rating più bassi. Ciò rafforza la solidità e la resilienza del credito societario come componente fondamentale dei portafogli a reddito fisso”.