Fonte: getty
L’Italia è il Paese da tenere d’occhio nel mercato europeo degli ETF. Lo rivela la nuova edizione della ricerca “People and Money 2025” di BlackRock, realizzata in collaborazione con YouGov, che colloca il nostro Paese tra i protagonisti della crescita continentale.
Gli investitori italiani in ETF sono oggi 2,4 milioni, ma nei prossimi 12 mesi il loro numero potrebbe balzare a 3,5 milioni. Un incremento del 50% che assegna all’Italia il quarto posto nella classifica europea per numero di utilizzatori e un ruolo da protagonista nell’espansione prevista: il 14% di tutti i nuovi investitori stimati in Europa arriverà proprio dal mercato italiano.
Una performance che sorprende per ritmo e intensità, soprattutto considerato che la penetrazione degli ETF nel nostro Paese è più recente rispetto ai grandi mercati del Nord Europa. A trainare la crescita italiana è la fascia dei più giovani, in particolare gli under 34, cresciuti del 32% rispetto al 2022. Inoltre, più della metà di coloro che investiranno nei prossimi mesi (56%) lo farà per la prima volta, un segnale di rinnovamento profondo nella cultura finanziaria nazionale.
L’Europa si allarga: quasi 33 milioni di investitori
La fotografia continentale rivela comunque un mercato in fermento. In Europa gli investitori in ETF hanno raggiunto quota 33 milioni, con un balzo del 69% rispetto a tre anni fa. Di questi, circa 13,2 milioni utilizzano prodotti iShares.
E la crescita non sembra destinata a rallentare: altri 21 milioni di europei dichiarano di voler investire nei prossimi 12 mesi e il 41% di loro si affaccerà per la prima volta al mondo degli investimenti.
Come sottolinea Timo Toenges, responsabile EMEA di Digital Wealth di BlackRock:
“La ricerca mostra che gli ETF stanno rapidamente diventando l’investimento preferito dalle nuove generazioni. La loro semplicità, il basso costo e la facilità di accesso li rendono ideali per gli investitori alle prime armi, in particolare per coloro che vengono attirati dall’opportunità di aumentare il valore dei propri risparmi”.
I cinque maggiori mercati — Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna — attireranno da soli 6,6 milioni di nuovi sottoscrittori, pari al 77% dell’intera crescita europea.
Le ragioni dietro il boom: controllo, opportunità e passaparola
La ricerca indaga anche le leve psicologiche e sociali che guidano l’ingresso nei mercati. I millennial più giovani (25-34 anni) indicano come principale motivazione la volontà di avere maggiore controllo sul proprio futuro finanziario (38%). Per il 23% gli investimenti rappresentano invece un mezzo per raggiungere un obiettivo personale specifico.
La Gen Z, invece, si distingue per una forte influenza del contesto sociale: il 28% delle donne che investono — contro un 22% di uomini della stessa età — afferma di essere stato incoraggiato da amici, familiari o colleghi.
Un tratto comune alle generazioni più giovani è il timore di restare indietro: il 28% dei giovani europei ha iniziato a investire dopo aver intercettato un’occasione di ingresso favorevole o dopo aver visto altri aumentare il proprio patrimonio.
Nel complesso, la consapevolezza sull’inefficienza dei risparmi fermi sui conti sta crescendo. Come ricorda Toenges:
“Dal 2022, 15 milioni di persone in Europa hanno iniziato a investire, con più di quattro su dieci che hanno deciso di investire dopo aver capito che i risparmi lasciati fermi sui conti correnti non stavano generando un valore sufficiente per loro. Ciò riflette una crescente consapevolezza: investire può essere un modo per contribuire a costruire una sicurezza finanziaria a lungo termine. Tuttavia, esiste ancora un enorme divario e, con 14.000 miliardi di euro depositati sui conti correnti delle famiglie europee1, questi risultati indicano l’enorme potenziale che le persone hanno per incrementare molto di più il proprio capitale”.
In Italia il 38% degli investitori ha iniziato proprio per ottenere un rendimento superiore rispetto al semplice deposito bancario. E un dato colpisce: il 24% degli italiani è stato spinto da una consulenza professionale, una percentuale del 55% superiore alla media europea. Per i giovani tra 18 e 34 anni, invece, la molla è spesso la scoperta che non servono grandi capitali per cominciare (27%).
Come investono gli europei (e gli italiani)
La ricerca dedica ampio spazio alle competenze e ai comportamenti ritenuti essenziali per diventare investitori consapevoli. La gestione delle emozioni durante la volatilità è al primo posto (45%), seguita dalla diversificazione (43%) e dalla comprensione dei rischi (40%). In Italia, quasi uno su due (49%) indica la diversificazione come requisito imprescindibile.
Tra i non investitori, invece, il 41% chiede una maggiore comprensione dei rischi e il 31% ritiene necessario apprendere le basi dell’investimento prima di muovere i primi passi.
Un altro elemento rilevante è la diffusione crescente delle strategie di accumulo: investire piccole somme con regolarità è percepito come un comportamento efficace, soprattutto dalle donne italiane che non investono (39% contro 31% degli uomini).
Gli ETF vengono percepiti come strumenti adatti a questa logica. Lo sottolinea Luca Giorgi, Head of Wealth Southern Europe di BlackRock:
“In Italia il tasso di diffusione degli ETF continua a crescere. Tuttavia rimane un potenziale ancora non pienamente espresso. Per i giovani investitori, semplicità e convenienza rappresentano leve decisive: gli ETF offrono di fatto la possibilità di valorizzare i risparmi attraverso modalità intuitive e accessibili. Inoltre, il nostro Paese ha compiuto progressi significativi nell’utilizzo dei canali digitali, creando le condizioni per una fase di democratizzazione degli investimenti che, a nostro avviso, è destinata a consolidarsi e rafforzarsi nel tempo”.
La fascia 18-34 anni è quella che più valorizza la possibilità di investire piccole somme: il 47% sceglie gli ETF per questo motivo, nettamente sopra la media del 35%.
Giorgi aggiunge:
“Sappiamo che per costruire ricchezza è importante essere costanti, più che cercare di anticipare il mercato. Rendere l’investimento un’abitudine, anche partendo da piccole somme, è tra i modi più efficaci per raggiungere il benessere finanziario nel lungo periodo. La ricerca lo conferma: gli ETF stanno aprendo le porte a milioni di nuovi investitori, soprattutto a chi inizia con pochi euro. Con sempre più persone che scelgono i piani di accumulo in ETF per la loro flessibilità, non è mai stato così facile compiere i primi passi verso una stabilità economico- finanziaria duratura”.
Quanto alle preferenze, gli ETF azionari restano la categoria dominante sia in Europa sia in Italia. Ai giovani però s’interessa anche altro: cripto-ETF, strumenti monetari e ETF attivi risultano particolarmente attrattivi, con un’incidenza del 33% tra gli under 34 italiani.