Meta ha annunciato il taglio di circa 600 posti di lavoro all’interno della sua divisione dedicata all’intelligenza artificiale, nell’ambito di una più ampia riorganizzazione volta a snellire i processi decisionali e migliorare l’efficienza operativa.
I licenziamenti riguardano in particolare la Superintelligence Labs, una struttura che conta circa 3.000 dipendenti. Secondo un memo interno, citato da Axios, il gruppo avrebbe riconosciuto che l’espansione delle attività legate all’AI ha portato a una crescita eccessiva della burocrazia interna, rallentando lo sviluppo dei progetti.
“Riducendo la dimensione del team, ci saranno meno passaggi decisionali e ogni persona potrà avere maggiore impatto,” ha scritto Alexandr Wang, Chief AI Officer di Meta, nella comunicazione interna.
Meta: riorganizzazione delle aree chiave
Le riduzioni di personale interesseranno i reparti FAIR AI Research, AI per i prodotti e AI Infrastructure, mentre rimarranno intatti i ruoli nel TBD Lab, la nuova unità incaricata di sviluppare i modelli di intelligenza artificiale di prossima generazione. Quest’ultima, anzi, continua a reclutare nuove figure specializzate.
Meta ha invitato i dipendenti interessati a candidarsi per altre posizioni interne, stimando che “la maggior parte” riuscirà a ricollocarsi in altri ruoli all’interno del gruppo.
“Si tratta di professionisti altamente qualificati, e le loro competenze sono preziose per molte altre aree dell’azienda,” ha aggiunto Wang.
Le misure di riduzione del personale non riguardano solo il settore AI. Secondo quanto riportato da Business Insider, la società ha comunicato tagli anche nella divisione Risk Management, dove alcuni ruoli verranno eliminati a seguito dell’introduzione di nuovi sistemi automatizzati che sostituiranno parte delle attività di revisione manuale.
In un’ulteriore nota interna, Michel Protti, Chief Compliance and Privacy Officer di Meta, ha spiegato che il gruppo “sta passando da processi manuali a procedure più automatizzate”, riducendo così la necessità di determinate funzioni operative.
Zuckerberg punta tutto sull’intelligenza artificiale
Nonostante i tagli, Meta conferma la propria strategia di lungo periodo: l’intelligenza artificiale resta la priorità assoluta. L’azienda continua a investire in ricerca, infrastrutture e modelli generativi, con l’obiettivo di integrare l’AI in tutti i prodotti del gruppo, da Facebook e Instagram fino alle applicazioni immersive del metaverso.
La riorganizzazione riflette un trend ormai consolidato nel settore tecnologico: mentre le big tech accelerano sugli investimenti in intelligenza artificiale, l’automazione sta progressivamente ridisegnando il mercato del lavoro, sostituendo alcune funzioni umane e trasformando la struttura interna delle aziende.