Nel panorama del lusso moderno, la provocazione è la valuta più forte. Lo sa bene Kim Kardashian, che con il suo brand di shapewear e intimo, Skims (valutato circa 4 miliardi di dollari), ha trasformato il chiacchiericcio dei social in fatturato. L’ultima trovata, “The Ultimate Bush“, è una dimostrazione lampante di questa strategia.
Si tratta di un micro perizoma che integra una (finta) peluria sintetica, un accessorio storico noto come merkin (o “parrucca pubica”), inserito in una lingerie ultra-moderna.

La mossa da manuale: scarsità e viralità
Il capo, formalmente chiamato Faux Hair Micro String Thong, è stato lanciato con una campagna video in stile quiz televisivo anni Settanta, ispirato all’espressione idiomatica sull’abbinamento dei peli pubici e dei capelli. La strategia ha funzionato perfettamente: nonostante l’oggetto costi 32 dollari (o 42 euro) e sia disponibile in ben dodici varianti di colore e texture (dal biondo al rosso fuoco), l’articolo è andato sold out in poche ore dal lancio sul sito ufficiale di Skims.
Kim Kardashian stessa ha alimentato l’hype condividendo i campioni sui social, commentando: “Quanto sono divertenti questi merkins?… Abbiamo diversi colori, diversi peli. Questo è folle. Skims, baby”.

La lingerie come manifesto emozionale
L’aspetto più strategico di questa operazione, dal punto di vista del lusso e del brand building, non è la vendita del singolo perizoma, ma la capacità di Skims di dettare l’agenda culturale. Il design del perizoma, con fianchetti e stringa sottilissimi, è studiato per dare l’illusione di non indossare nulla, lasciando in evidenza solo il finto pelo. La controversia, che ha già toccato Skims in passato per i suoi prodotti, è parte integrante del modello di business: crea dibattito, genera milioni di visualizzazioni e posiziona il brand come audace e dirompente. Lo slogan “con i nostri nuovi e audaci Faux Hair Panty il tuo tappeto può essere del colore che desideri”, rende il capo un manifesto di libertà personale nel body styling.
Con una valutazione aziendale da $4 miliardi, Skims dimostra ancora una volta che l’abilità di Kim Kardashian risiede nell’usare il suo status di socialite e la sua influenza per trasformare una provocazione niche in un successo commerciale mass market immediatamente esaurito.