Stellantis, la produzione in Italia è scesa del 31,5% nei primi nove mesi del 2025
La produzione di Stellantis in Italia sta vivendo un momento di forte difficoltà. Nei primi nove mesi del 2025, secondo i dati diffusi dalla FIM-CISL, sono stati prodotti solo 265.490 veicoli, segnando un drastico calo del 31,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. In particolare, il settore delle autovetture ha subito un crollo del 36,3%, con sole 151.430 unità prodotte. Anche i veicoli commerciali non sono stati esenti da questa crisi, registrando un decremento del 23,9%, con 114.060 unità.
Il sindacato FIM-CISL evidenzia come tutti gli stabilimenti italiani del gruppo abbiano registrato una contrazione dei volumi, con perdite che variano tra il 17% e il 65%. Le previsioni per la chiusura dell’anno non sono migliori, con una produzione complessiva prevista poco sopra le 310.000 unità e le autovetture che rischiano di scendere sotto le 200.000 unità prodotte.
Un altro dato allarmante è il coinvolgimento di quasi metà della forza lavoro negli ammortizzatori sociali, sottolineando la gravità della situazione occupazionale.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.