Fonte: Getty Images
La 82ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 27 agosto al 6 settembre 2025, si caratterizza per un cartellone ricco di appuntamenti e grandi attese. L’apertura è stata affidata a Paolo Sorrentino con il film La Grazia, mentre la conduzione delle cerimonie di apertura e chiusura sarà nelle mani di Emanuela Fanelli.
Ma dietro al fascino delle star sul red carpet e alle prime cinematografiche mondiali, la kermesse in Laguna si regge su un complesso equilibrio economico che, ancora una volta, mette in luce il ruolo determinante dei fondi pubblici.
Festival di Venezia: i numeri dell’edizione 2025
Il Festival può contare quest’anno su contributi per circa 13,5 milioni di euro dal Ministero della Cultura, una cifra stabile rispetto al 2024 e che rappresenta la quota più significativa del bilancio. A questo importo si aggiungono poco più di 2 milioni di euro derivanti dalla vendita dei biglietti: l’obiettivo è avvicinarsi a quota 100 mila tagliandi, un traguardo ambizioso che testimonierebbe la forte attrattiva della manifestazione.
Un altro capitolo riguarda gli sponsor, che contribuiscono per circa 5 milioni di euro. Tuttavia, la generosità delle aziende negli ultimi anni si è progressivamente ridotta, rendendo questo fronte meno solido rispetto al passato. Infine, la Fondazione Biennale di Venezia garantisce circa 2 milioni di euro a sostegno dell’evento.
Il totale delle entrate complessive si aggira quindi intorno ai 23 milioni di euro, cifra che consente di chiudere in sostanziale pareggio. Da sola, la voce dei fondi pubblici copre quasi il 70% del bilancio: un sostegno senza il quale il Festival difficilmente potrebbe mantenere l’attuale livello di prestigio e organizzazione. Una dinamica che non riguarda soltanto Venezia, ma che si riscontra anche in altri grandi appuntamenti internazionali come Cannes e Berlino.
Biennale: numeri in calo negli anni dispari
La Mostra del Cinema è soltanto una delle attività della Biennale di Venezia, guidata dal presidente Pietrangelo Buttafuoco e attiva anche nei settori di Arte, Architettura, Danza, Musica, Teatro e Archivio Storico. I bilanci della Biennale oscillano molto a seconda dell’anno: quando è protagonista la Biennale d’Arte, i ricavi complessivi si attestano intorno ai 73 milioni di euro; nelle annate dispari, dominate dall’Architettura, le entrate scendono di circa 15 milioni.
Il 2025, anno dedicato proprio all’Architettura, prevede quindi un valore della produzione di circa 55,4 milioni di euro, con 33 milioni di contributi pubblici e poco più di 22 milioni da vendite e prestazioni. Dopo quattro esercizi consecutivi chiusi in utile (spiccano i 10 milioni del 2024 e i 2,5 milioni del 2023), l’anno in corso dovrebbe segnare invece un rosso stimato in 1,8 milioni di euro, complice il forte aumento delle iniziative in calendario.
Negli ultimi anni la Biennale ha anche ampliato la propria struttura. Nel 2020 i dipendenti a tempo indeterminato erano 111, con un costo di circa 6,1 milioni di euro; nel 2024 sono saliti a 127, con costi pari a 8 milioni di euro. In parallelo, il personale a tempo determinato è passato da 28 unità (400 mila euro) a 86 unità (1,6 milioni di euro). Anche i compensi del direttore generale Andrea Del Mercato sono cresciuti: da una media mensile di 21 mila euro nel 2022 a 25.180 euro nel 2024.
Un altro capitolo cruciale riguarda il piano di riqualificazione immobiliare, che vede già stanziati 170 milioni di euro. Gli interventi comprendono i 25 milioni per i lavori sui rii della Tana e San Daniele, i 14,85 milioni per Rio delle Galeazze, i 18,67 milioni destinati all’Archivio storico delle arti contemporanee all’Arsenale e i 31 milioni per il Padiglione centrale ai Giardini. Al Lido, invece, quasi 15 milioni serviranno per la riqualificazione di sala Darsena, sala Perla e Palazzo del Cinema.