Investimenti a lungo termine: la bussola di Vanguard per orientarsi nell’incertezza
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Vanguard ha pubblicato il suo Outlook per il secondo semestre 2025, dal titolo “La diversificazione globale dà prova di valore nel contesto di incertezza”. Il documento aggiorna le previsioni di rendimento a lungo termine sulla base delle ultime elaborazioni del Vanguard Capital Markets Model® (VCMM), utilizzando i dati disponibili al 31 maggio 2025. Al centro dell’analisi, ci sono le stime di rendimento nominale annualizzato a 10 anni per diverse classi di attivo, espresse in valuta locale.
Mercati azionari: il primato degli Stati Uniti è in discussione?
Il 2025 ha mostrato un panorama azionario complesso. Se da una parte il mercato globale ha dato segnali di tenuta, dall’altra non si può parlare di una crescita uniforme. L’azionario americano ha infatti registrato un calo dell’8% (in euro), mentre quello europeo ha messo a segno un incremento del 9%. Questo dato mette in luce un’inversione rispetto al passato recente, dove il mercato statunitense spesso dominava in termini di performance.
La sovraperformance dell’Europa è stata spinta da una serie di fattori favorevoli: valutazioni più interessanti, una politica monetaria più accomodante da parte della Banca Centrale Europea e un piano di stimolo economico varato dalla Germania. Anche le valute hanno giocato un ruolo chiave. Il dollaro, in netto indebolimento rispetto a inizio anno, ha pesato sulla performance per gli investitori europei e britannici esposti al mercato americano.
Obbligazionario: rendimenti elevati ma crescono le preoccupazioni
Anche i mercati obbligazionari hanno vissuto un semestre movimentato. L’aumento dei tassi di interesse ha influito negativamente sui prezzi, complice una crescente preoccupazione per la sostenibilità dei conti pubblici. Negli Stati Uniti, ad esempio, si prevede un deficit annuo compreso tra il 6% e il 7% del PIL, una quota sempre più assorbita dagli interessi sul debito. Questo ha generato dubbi sulla solidità fiscale di lungo periodo.
In Europa, i tassi dei titoli decennali tedeschi (Bund) e britannici (Gilt) restano elevati. Il motivo è duplice: da un lato, la persistenza di pressioni inflazionistiche; dall’altro, la necessità degli Stati di indebitarsi per finanziare la spesa pubblica. Vanguard ritiene che nel lungo periodo i tassi reali (cioè al netto dell’inflazione) resteranno positivi, rendendo l’obbligazionario interessante per gli investitori pazienti. Tuttavia, avverte che il valore potrebbe arrivare più dal reinvestimento delle cedole a tassi alti che da un aumento dei prezzi dei titoli.
Asset allocation: come orientarsi oggi
Un punto particolarmente rilevante riguarda il premio al rischio dell’azionario americano, oggi vicino allo zero. È un livello che si è visto solo due volte negli ultimi 70 anni, segnalando che il rapporto tra rischio e rendimento per chi investe in azioni statunitensi potrebbe non essere più così favorevole. Inoltre, l’azionario americano risulta attualmente il più costoso degli ultimi 25 anni rispetto all’obbligazionario, mentre gli spread del credito sono ai minimi.
Nonostante tutto, i mercati globali hanno dimostrato una certa tenuta nel corso del 2025. Ma è evidente come il contesto rimanga frammentato e soggetto a una volatilità ancora elevata, alimentata anche da tensioni geopolitiche. In questo scenario, Vanguard ribadisce l’importanza della diversificazione: oggi più che mai, non è soltanto una “scelta gratuita”, ma anche la più prudente per evitare spiacevoli sorprese.