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“Compra tutto tranne l’America”: la strategia di investimento secondo Saxo Bank

Dopo oltre un decennio in cui i mercati statunitensi hanno dominato le performance globali, sostenuti da una manciata di titoli tecnologici, cresce la consapevolezza che l’eccessiva concentrazione sull’azionario USA potrebbe diventare un punto di vulnerabilità. A confermare questa percezione è Saxo Bank, che nel suo Outlook relativo al terzo trimestre 2025, presenta una strategia provocatoria nel nome, ma solida nella logica: “BABA Trade – Buy Anything But America” (Compra tutto tranne l’America).

A proporla è Jacob Falkencrone, responsabile contenuti per gli investitori della banca danese. Il messaggio è chiaro: è il momento di uscire dalla monocultura USA-centrica e costruire portafogli globali più bilanciati, capaci di affrontare un contesto macroeconomico più complesso, multipolare e soggetto a discontinuità geopolitiche.

L’egemonia delle “Magnifiche Sette” sotto la lente

La prima criticità riguarda la straordinaria concentrazione dell’S&P 500. Le “Magnifiche Sette” – Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet, Nvidia, Meta e Tesla – rappresentano oltre il 32% della capitalizzazione dell’indice. Un peso che supera l’intera capitalizzazione del mercato azionario dell’Eurozona, e che solleva interrogativi su quanto margine di crescita possa ancora esserci dopo rally così estesi.
Il rally è stato alimentato soprattutto dal boom dell’intelligenza artificiale, che ha fatto schizzare le valutazioni di titoli come Nvidia e Microsoft. Tuttavia, Saxo Bank avverte che l’AI, pur essendo una tecnologia rivoluzionaria, rischia di diventare una “bolla narrativa”, in cui le aspettative di utili futuri si sono staccate dalla realtà economica di molte aziende.

Valutazioni al top e rischio valutario

Ci sono poi, altra criticità, le valutazioni attuali dell’S&P 500 (circa 22 volte gli utili forward) sono nel 93esimo percentile rispetto ai dati storici degli ultimi 20 anni, il che significa che il mercato statunitense è stato così costoso solo il 7% delle volte.

Falkencrone osserva che queste valutazioni si trovano “più vicine al territorio di rischio che a quello di valore”, soprattutto in un contesto in cui i tassi reali rimangono positivi e la Federal Reserve è ancora lontana da un allentamento deciso della politica monetaria.

Un altro elemento chiave è il cambio dollaro-euro. Secondo le previsioni macro di Saxo, il biglietto verde è destinato a perdere forza strutturalmente nella seconda metà del 2025, a causa di deficit gemelli (fiscale e commerciale), dinamiche demografiche sfavorevoli e un ritorno dell’avversione al rischio USA in caso di incertezza politica post-elettorale.
Per gli investitori europei, ciò significa rendimenti erosi quando si investe in asset denominati in dollari, a parità di performance nominale.

Europa: l’inizio di un ciclo proattivo

Sul fronte europeo, Saxo individua segnali di cambiamento significativi. La Germania ha varato un piano da 500 miliardi di euro, spalmato su cinque anni, per sostenere la transizione ecologica, la digitalizzazione e il reshoring industriale. Questo stimolo – il più grande dalla crisi del 2008 – si inserisce in un contesto di ripresa degli investimenti pubblici europei, finalmente svincolati da regole fiscali troppo restrittive.

La strategia tematica “European Independence”, proposta da Saxo nel trimestre precedente, ha sovraperformato il benchmark europeo Stoxx 600, con un rendimento del 9% contro il 4,1% dell’indice.

Tra i settori favoriti figurano:

• Industria pesante e ingegneria meccanica;
• Energia rinnovabile e infrastrutture verdi;
• Banche e servizi finanziari;
• Difesa e sicurezza, anche in scia all’aumento dei budget militari in Europa orientale e Scandinavia

Giappone: riforme in corso, valore da scoprire

Il Giappone, spesso trascurato negli ultimi anni, è tornato sotto i riflettori. Tradizionalmente penalizzato da una bassa redditività e da una governance opaca, il Paese del Sol Levante sta intraprendendo un profondo processo di riforma.

Le aziende giapponesi migliorano i dividendi, la trasparenza e l’efficienza operativa, mentre la Bank of Japan mantiene una politica ultra-espansiva, in netto contrasto con le banche centrali occidentali. Le valutazioni – circa 15 volte gli utili – restano interessanti, specialmente nei settori domestici come retail, infrastrutture e sanità.

Mercati emergenti: il ritorno del ciclo positivo

Terzo pilastro del BABA Trade sono i mercati emergenti, storicamente correlati negativamente con la forza del dollaro. In un contesto di dollaro in calo e tassi statunitensi in stabilizzazione, le economie emergenti possono tornare a brillare.
Saxo segnala in particolare:

  • India: crescita robusta, riforme strutturali e consumi in espansione;
  • Brasile: politica monetaria flessibile e rally delle materie prime;
  • Indonesia e Messico: vincitori del processo di friend-shoring da parte degli USA;
  • Vietnam e Filippine: beneficiari del decoupling Cina-USA.

In media, i mercati emergenti sono valutati circa 13 volte gli utili attesi, offrendo un premio al rischio interessante rispetto agli sviluppati.
In sintesi, Saxo Bank lancia un messaggio chiaro agli investitori: diversificare oggi è una scelta di prudenza strategica. Concentrarsi esclusivamente sugli Stati Uniti significa esporsi a rischi di valutazione, volatilità e fattori valutari. Guardare oltre, verso Europa, Giappone e mercati emergenti, significa costruire un portafoglio più resiliente, dinamico e allineato ai nuovi driver globali.

“Non è un rifiuto dell’America,” chiarisce Falkencrone, “ma un invito a guardare oltre, a scoprire valore laddove i mercati non si sono ancora accalcati. In questa fase del ciclo, la vera innovazione dell’investitore è la diversificazione.”