Mediobanca aggiorna il piano industriale e cerca 330 consulenti finanziari per crescere nel wealth management
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Un percorso di crescita solido, autonomo e coerente: è quello che sta tracciando Mediobanca, ora pronta a compiere un nuovo passo strategico con la prevista combinazione con Banca Generali, operazione che — come ha sottolineato l’amministratore delegato Alberto Nagel — darà vita a un leader europeo nel wealth management per dimensioni, capacità di crescita e remunerazione degli azionisti. Il closing è atteso per il prossimo ottobre.
Durante la presentazione dell’estensione al 2028 del piano industriale “One Brand – One Culture”, (che non tiene conto dell’eventuale acquisizione di Bca Generali) Mediobanca ha confermato la propria traiettoria positiva, sottolineando come sia possibile crescere in modo stabile anche in un contesto macroeconomico sfidante, garantendo contemporaneamente solidi ritorni per gli azionisti, basso profilo di rischio e un’execution efficace.
Banca Generali vs. MPS: due operazioni, filosofie diverse
Dal confronto tra l’Ops su Banca Generali e quella avanzata da MPS, emerge in modo netto la preferenza strategica di Mediobanca per la prima. L’operazione con Generali, spiegano da Piazzetta Cuccia, presenta un razionale industriale chiaro, forti sinergie manageriali e basse complessità operative. Al contrario, l’eventuale aggregazione con MPS comporterebbe rischi elevati, un impatto negativo sull’utile per azione e minore sostenibilità dei ritorni per gli azionisti, a fronte di un modello di business meno differenziato e più esposto alla ciclicità macroeconomica.
Wealth Management: il motore della crescita di Piazzetta Cuccia
Nel cuore del piano strategico della banca milanese rimane il Wealth Management (WM), che si conferma asse portante dello sviluppo di Mediobanca.
Nei prossimi tre anni, il segmento continuerà a beneficiare degli investimenti effettuati negli ultimi dieci anni, rafforzandosi ulteriormente grazie a economie di scala e a una struttura sempre più efficiente. Il cost/income ratio è previsto in calo al 56%, mentre l’utile netto salirà a circa 370 milioni di euro (+17%) e il RORWA passerà dal 4% al 5,2%.
Un grande impulso arriverà anche dall’inserimento di 330 nuovi consulenti finanziari e da un ampliamento della rete (fino a 373 punti vendita), accompagnato da investimenti consistenti in tecnologia e innovazione di prodotto per portare gli asset gestiti a 143 miliardi di euro.
Dal 2016, anno in cui Mediobanca ha posto il WM al centro della propria strategia, i risultati sono stati tangibili:
- TFA saliti a oltre 110 miliardi;
- forza vendita triplicata a 1.300 professionisti;
- ricavi vicino al miliardo di euro;
- utili oltre i 225 milioni.
Il tasso di crescita annuo composto (CAGR) del TFA tra 2019 e 2024 è stato del 10%, superando la media del settore AIPB, ferma al 7%.
Nel prossimo triennio Mediobanca continuerà a:
- riposizionare l’offerta su prodotti liquidi e illiquidi guidati internamente, destinati a clienti Private e Premier;
- rafforzare la sinergia tra WM e Investment Banking;
- generare una raccolta netta media annua tra i 10 e gli 11 miliardi di euro;
- intercettare oltre 1 miliardo all’anno in eventi di liquidità provenienti da imprese familiari italiane, grazie al legame privilegiato con i distretti industriali del Paese.
Il progetto immobiliare a Monaco: un tassello strategico
Un ulteriore driver di crescita è rappresentato dal nuovo progetto immobiliare a Monaco, del valore stimato di 500 milioni di euro nel triennio. Realizzato da CMB Monaco, controllata di Mediobanca, il progetto comprenderà la nuova sede della banca e una componente residenziale in vendita dal 2026. Il 30% del valore si concentrerà nel 2027, il restante 70% nel 2028.
Nel nuovo piano strategico, Mediobanca prevede di distribuire agli azionisti un valore complessivo di 4,9 miliardi di euro, di cui 4,5 miliardi in dividendi e 400 milioni attraverso un programma di buyback da completarsi entro il 2026. Questa strategia è resa possibile dalla solida generazione di capitale (circa 280 punti base annui), sostenuta dalla redditività e dall’assenza di impatti regolamentari sfavorevoli.
Target finanziari 2028: crescita sostenibile e controllo del rischio
Il piano al 2028 fissa obiettivi chiari e realistici:
- TFA in crescita fino a 143 miliardi di euro (+9% annuo);
- impieghi a clientela fino a 63 miliardi (+5%);
- RWA fino a 50 miliardi (+3%);
- cost/income ratio in calo al 40%;
- rischio contenuto (costo del rischio a 60 punti base).
Il risultato operativo salirà a quasi 2,3 miliardi (+7% medio annuo), confermando la solidità del modello.
Il margine di interesse supererà i 2,2 miliardi (+4% annuo), mentre le commissioni nette toccheranno 1,3 miliardi (+7%). Anche il contributo derivante dalla partecipazione in Assicurazioni Generali è atteso in crescita, fino a circa 700 milioni secondo le stime di consensus.
La trasformazione digitale resta un pilastro, con un investimento triennale di 260 milioni di euro per oltre 300 iniziative progettuali che mirano a modernizzare l’intera infrastruttura tecnologica del gruppo.