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È il risiko delle reti, l’editoriale di giugno di Wall Street Italia

In questi giorni si parla tanto di risiko bancario e di tutto quello che potrebbe succedere. Sono tante le posizioni da definire, posizioni che vedono coinvolto quasi tutto il sistema finanziario italiano e che, nel giro di qualche settimana, vedrà ridisegnato l’intero panorama a cui eravamo abituati, forse da troppo tempo. Mediobanca, Unicredit, Banco Bpm, illimity, Bper, Monte dei Paschi rappresentano solo la punta di un iceberg che si allarga sempre di più e che avrà impatti molto forti anche sulle abitudini dei risparmiatori italiani. (ascolta il podcast)

Tra i nomi delle big manca all’appello quello di Intesa Sanpaolo, il principale istituto bancario italiano, che potrà farci sapere in breve tempo quale indirizzo vorrà dare alla sua campagna di trasformazione. Ma a ben guardare quello che sta accadendo, forse più che di risiko bancario si dovrebbe parlare di “risiko delle reti di consulenti finanziari”.
Negli ultimi 35 anni, infatti, in questo importantissimo e ricchissimo segmento di mercato praticamente abbiamo assistito solo a piccolissime ristrutturazioni. Niente rispetto a quanto potrebbe essere alle viste nelle prossime settimane. Mediobanca premier, Widiba, Banca Generali e altre piccole reti bancarie, a seconda di come finiranno le operazioni di fusione, incorporazione o acquisto delle banche del Paese potrebbero trovarsi in posizioni di rapporti tra loro molto diversi da quelli attuali.

Ma come sottolineato prima, manca all’appello Intesa Sanpaolo; voci di mercato la darebbero, anche in ragione dei parametri legati all’Antitrust, pronta ad intervenire sulle attività legate alla diretta gestione del risparmio. E se così fosse, e considerati i player in ballo, avremmo una vera e propria risoluzione pronta a far sentire i suoi effetti in maniera dirompente. Ma c’è un altro aspetto da tenere in considerazione. Al di là delle fusioni e di ciò che abbiamo appena raccontato, ciò che va evidenziato è il cambio di modello: il mondo bancario punta dritto al vero tesoretto del Paese, che è proprio il risparmio degli italiani.

Non dimentichiamo che le attività finanziarie registrate nel nostro Paese superano abbondantemente i 5.500 miliardi di euro e la loro crescita è garantita dalle attitudini degli italiani, sempre pronti a risparmiare anche se con capacità di accantonamento inferiori rispetto agli anni precedenti. Insomma, quello della gestione diretta dei risparmi rappresenta uno dei business più ingenti del settore finanziario e nessuno vuol farselo scappare.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di giugno 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.