Editoriali

Investire è facile, ma non è semplice perché dipende da me

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Non c’è mai stato un momento migliore per essere un investitore fai da te. Non sto parlando dell’andamento dei mercati finanziari, sto sottolineando, invece, il fatto che investire non è mai stato così “economico e facile”.

Questo, in gran parte, è dovuto alla tecnologia. Mai prima d’ora gli investitori hanno avuto accesso a dati, analisi, opinioni e strumenti social che oggi sono di uso comune. Chi investe può accedere a un conto corrente o ad una qualunque piattaforma di intermediazione con pochi clic.

E poi è tutto più economico: le commissioni di intermediazione, nel tempo, continuano la loro inesorabile discesa verso lo zero. Ricordate quando si doveva pagare un extra per le quotazioni in tempo reale? Oggi le quotazioni in tempo reale sono un servizio accessorio di cui neanche si parla più. In pochissimi anni tutto è cambiato in maniera radicale. C’è più scelta: la gamma di prodotti, di classi di attività, settori e strategie disponibili è straordinaria.

Poi i social: chiunque abbia un computer oggi può condividere le proprie idee con il mondo. I webinar sono sempre più numerosi e creano basi informative inimmaginabili solo qualche anno fa.

Ma ora che abbiamo accesso a tutti i tipi di strumenti di investimento e trading, chi si occupa che siano usati in modo responsabile? La maggioranza degli investitori dovrebbe probabilmente rinunciare.

Il nostro cervello è ancora in gran parte predisposto per un’epoca di scarsità. Ecco perché molti dei nostri pregiudizi comportamentali innati ci sfavoriscono quando investiamo. Ecco perché compriamo costantemente a prezzi alti e vendiamo a prezzi bassi, perché spesso cerchiamo solo le informazioni che sono conformi alle nostre convinzioni consolidate.

L’ostacolo più difficile al successo negli investimenti non è il contesto di mercato o la gamma di strumenti di investimento, siamo noi stessi. Nonostante i progressi di cui abbiamo visto, la maggior parte degli investitori trarrebbe vantaggio nell’uso di un portafoglio senza costi in eccesso e diversificato a livello globale, che ribilanci sistematicamente e cambi strategia raramente.

Alla fine nessuno sa cosa faranno i mercati, ma la stragrande maggioranza degli investitori può di più facendo di meno. Ma non si accontentano. Pensano di saperne di più e usano tutti i vantaggi come se fossero svantaggi. Depauperando ricchezza invece che crearla.