Investimenti

Obbligazionario europeo, ritorno al valore: la ricetta mid-yield di Banor

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Un portafoglio obbligazionario solido, costruito con la formula del “mid-yield”, pensato per offrire rendimento reale e stabilità anche in un contesto economico incerto e in continua evoluzione come quello attuale. Questa, in sintesi, la strategia del fondo Banor Sicav – Euro Bond Absolute Return, di cui abbiamo parlato con Francesco Castelli, portfolio manager del fondo, nell’intervista concessa in esclusiva ai microfoni di Wall Street Italia.

Quali vantaggi offre oggi, in un contesto come quello attuale, la combinazione di una strategia mid-yield a bassa duration come quella del vostro fondo?

“Siamo tornati in una fase in cui la BCE ha ripreso a tagliare i tassi e lo farà, secondo noi, fino a fine anno. Tuttavia, gran parte di questa dinamica è già incorporata nei prezzi. Per questo oggi non ha senso allungare troppo la duration. Noi manteniamo una duration media di circa 2 anni e mezzo, che ci consente di fissare un rendimento del 4,5% per i prossimi anni. È un modo concreto per offrire un rendimento reale, superiore all’inflazione, senza sovraesporci a rischi direzionali. Con il fondo Euro Bond Absolute Return ci collochiamo a metà strada tra l’investment grade puro e l’high yield. Evitiamo le esposizioni più speculative, ma al tempo stesso vogliamo offrire un rendimento interessante. Il nostro rischio medio di portafoglio è tra BB e BBB. In una fase in cui i tassi di default sull’high yield sono aumentati molto – in Europa siamo al 2,5% – ha senso mantenere un’esposizione contenuta su quella parte di mercato. Preferiamo costruire valore con attenzione, puntando su emittenti solidi ma con profili di rischio-rendimento efficaci”.

Con un portafoglio composto da 100-120 posizioni, come avviene la selezione dei titoli e quali sono i criteri principali che guidano l’allocazione?

Abbiamo un approccio attivo e bottom-up. Attualmente il portafoglio è composto da circa 110 posizioni, selezionate con il supporto di un team di analisti specializzati settore per settore, con un rendimento atteso del 4,5% annuo. Per noi è fondamentale analizzare a fondo sia la singola azienda, sia le dinamiche del settore in cui opera. Inoltre, non ci improvvisiamo mai: se vogliamo investire in un nuovo comparto, prima studiamo e costruiamo competenze importanti su di esso. Un esempio? Il real estate, dove siamo entrati solo dopo una fase di analisi approfondita del segmento durata sei mesi”.

Con un’esposizione significativa verso l’Europa, quali settori o aree del mercato obbligazionario europeo vi sembrano oggi più promettenti?

“Faccio una piccolissima premessa, sull’Europa oggi c’è un sentiment positivo che non si percepiva da anni. Gli investitori iniziano a considerare l’area euro come più stabile rispetto agli Stati Uniti: e per una volta, il mercato europeo è meno volative di quello americano, e questo giova alle asset class dell’area. Noi oggi privilegiamo tre pilastri: titoli finanziari subordinati, ibridi industriali e obbligazioni high yield. In particolare, i subordinati bancari e assicurativi ci sembrano ancora sottovalutati dal mercato. Nonostante il loro rischio di credito sia minimo – di fatto non si registrano default nel settore da tempo– offrono spread paragonabili agli high yield industriali, che invece presentano rischi ben più alti. In un contesto come questo, per noi è una scelta logica sovrappesare i finanziari”.

Il rischio di cambio è interamente coperto e la duration contenuta: quanto contano oggi queste scelte in termini di protezione e stabilità per gli investitori?

“Il fondo Banor Euro Bond Absolute Return è una soluzione efficiente e solida per chi vuole investire nell’obbligazionario europeo ed è pensato, in particolare, per chi cerca un equilibrio tra rendimento e controllo del rischio. La duration contenuta e l’esposizione controllata al rischio di credito lo rendono una soluzione ideale per i clienti privati che desiderano ottenere un rendimento reale superiore all’inflazione, consulenti finanziari alla ricerca di uno strumento obbligazionario flessibile e non troppo esposto alla duration, ma anche per gestioni patrimoniali che hanno bisogno di un prodotto solido, liquido e diversificato. Esiste anche una classe a distribuzione, pensata per chi desidera un flusso di cedole periodiche, che può rappresentare un’alternativa interessante per chi cerca un rendimento superiore rispetto ai tradizionali titoli governativi, ma vuole mantenere un profilo di rischio rigorosamente controllato e una volatilità contenuta..  Inoltre, il fatto che una parte delle nostre commissioni di gestione vengono devolute all’UNICEF, rende il prodotto, che è art. 8 secondo il Regolamento SFDR, interessante per gli investitori sensibili alle tematiche ESG”.