Unicredit: utili oltre le stime, occhio alla guidance. Orcel prosegue campagna acquisizioni
UniCredit ha annunciato stamattina i conti del primo trimestre 2025 che vedono utili oltre le attese e il ceo Andrea Orcel portare avanti la sua campagna acquisizioni. Nel dettaglio, l’utile netto nei tre mesi fino a marzo è salito dell’8,3% a 2,77 miliardi di euro, il più alto di sempre per la società , ha indicato la banca di Piazza Gae Aulenti in una nota. Questo dato si raffronta con i 2,38 miliardi di euro del consensus Bloomberg. Anche i ricavi sono saliti del 2,8% a 6,5 miliardi nel trimestre in esame, trainati da commissioni in rialzo del 8,2% a 2,3 miliardi che hanno più che compensato la riduzione del margine di interesse a 3,5 miliardi. I proventi da negoziazione, principalmente derivanti dall’attività della clientela, hanno fornito ulteriore sostegno.
“UniCredit ha registrato una straordinaria serie di risultati nel primo trimestre, superando le attese in tutte le metriche finanziarie e ampliando il divario positivo rispetto ai concorrenti. Abbiamo conseguito i migliori risultati della storia di UniCredit e il diciassettesimo trimestre consecutivo di crescita redditizia. Il RoTE è aumentato al 22%, tra i migliori del settore, con il capitale in eccesso che ha raggiunto 10 miliardi. L’utile netto è aumentato del 8,3% a 2,8 miliardi. Le commissioni sono aumentate di un notevole 8,2% anno su anno grazie allo slancio commerciale, e hanno più che compensato la prevista riduzione del margine di interesse. I ricavi netti sono aumentati del 3,2% a 6,5 miliardi, beneficiando anche di proventi da negoziazione eccezionali principalmente dovuti all’attività della clientela. Il controllo dei costi è rimasto fra i migliori nel settore, risultando in un rapporto costi/ricavi leader di mercato pari al 35,4%. La qualità degli attivi è rimasta solida, il costo del rischio basso e gli overlays invariati. Le nostre linee di difesa sono state rafforzate e ci posizionano al meglio per un ampio spettro di scenari macroeconomici”, ha dichiarato Andrea Orcel, amministratore Delegato di UniCredit, sottolineando che “il CET1 ratio pari al 16,1% è aumentato rispetto al trimestre precedente, con i 5,3 miliardi di generazione totale di capitale che hanno più che compensato l’impatto dei €2,8 miliardi, pari al 100% dell’utile netto, accantonati per le distribuzioni del 2025, e di Basilea”.
Orcel ha, tuttavia, ammesso che lo “scenario macroeconomico è diventato più complesso e incerto. In questo contesto presentiamo un caso d’investimento differenziato in positivo e resiliente, con un elevato grado di visibilità sugli utili e sulla distribuzione, a beneficio dei nostri azionisti e per la loro sicurezza. Tali premesse ci rendono sia fiduciosi nell’aumentare la nostra guidance per l’utile netto e per la distribuzione del 2025, sia convinti della nostra ambizione per il 2027. Siamo impegnati a conseguire una performance sostenibile e di elevata qualità , e concentrati nel supportare i nostri clienti e le nostre comunità in particolare in tempi sfidanti”.
Insomma, i risultati danno un’ulteriore spinta a Orcel che punta a far crescere UniCredit attraverso le acquisizioni, nonostante le difficoltà . Le ultime operazioni restano sotto i riflettori, in particolare l’acquisizione della tedesca Commerzbank che ha scatenato la decisa reazione a Berlino, e quella di Banco BPM che ha scatenato la resistenza del governo Meloni. In Ogni caso, secondo Orcel, la banca è ben posizionata “per una serie di possibilità inorganiche nei nostri mercati ma perseguiremo soltanto quelle in grado di migliorare il nostro forte e resiliente caso d’investimento standalone”.
Sulla scorta di risultati superiori alle aspettative nel primo trimestre, il gruppo ha aggiornato la guidance per il 2025, con possibile upside. UniCredit si attende ora un utile annuo superiore a 9,3 miliardi di euro e un fatturato di circa 23,5 miliardi. Prevede inoltre di aumentare la distribuzione dei dividendi agli investitori rispetto allo scorso anno.
“Confermiamo le nostre ambizioni per un utile netto pari a circa 10 miliardi nel 2027, per un RoTE al di sopra del 17% e per distribuzioni annue6 maggiori rispetto a quella del 2024 nel periodo 2025-27, comprensive di un dividendo pari al 50% dell’utile netto e di distribuzioni aggiuntive6 inclusive del capitale in eccesso rispetto ad un CET1 ratio del 12,5-13%, si legge nella nota.
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