Petrolio verso la seconda perdita settimanale consecutiva
Il petrolio ha registrato un lieve aumento, ma si trova ancora sulla traiettoria per registrare una seconda perdita settimanale, in seguito al disordine scatenato nei mercati globali dalla politica commerciale aggressiva del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha suscitato timori riguardo a una possibile recessione e a una fuga dagli asset rischiosi.
Il Brent si è avvicinato ai 64 dollari al barile, pur avendo perso circa il 2% in questa settimana, dopo aver toccato il minimo degli ultimi quattro anni mercoledì, mentre il West Texas Intermediate si aggirava intorno ai 61 dollari.
I principali indicatori del mercato del petrolio hanno mostrato segnali ribassisti, come il ritorno del contango sui prezzi in alcuni tratti della curva dei futures, segnalando aspettative di debolezza.
Il petrolio ha perso il 15% del suo valore ad aprile, nell’ambito di un ampio sell-off che ha coinvolto la maggior parte delle materie prime. Le tariffe statunitensi includono una tassa punitiva del 145% sulle importazioni dalla Cina, che ha risposto con ritorsioni. Il greggio è stato inoltre penalizzato da una decisione dell’OPEC+ di allentare i vincoli all’offerta.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.