Piazza Affari sopra la parità con banche in spolvero
Partenza in rialzo per le borse europee, con il Ftse Mib in progresso dello 0,3% a circa 36.700 punti. In luce i bancari, soprattutto Mps (+2,3%) dopo i conti, Banco Bpm (+1,6%) e Banca Popolare di Sondrio (+1,6%), sottotono Stellantis (-1,7%).
Dopo il dato migliore delle attese sugli ordini di fabbrica tedeschi (+6,9% a dicembre) si attende la riunione della Bank of England, che dovrebbe tagliare i tassi per la prima volta dal 2020. Focus anche sulle vendite al dettaglio dell’eurozona e le richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa.
Nel frattempo, le politiche del presidente Trump, in particolare sui dazi, continuano ad alimentare volatilità nei mercati e gli acquisti premiano i ben rifugio in un clima di incertezza.
Sull’obbligazionario, spread Btp-Bund a 108 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,46% e il Bund tedesco al 2,38%.
Fra le materie prime, il Brent resta sotto i 75 dollari al barile mentre l’oro viaggia a 2.855 dollari l’oncia dopo aver aggiornato di nuovo i massimi storici.
Sul forex, l’euro/dollaro cala a 1,037 e il dollaro/yen scende a 152,6. Fra le criptovalute, il Bitcoin si attesta a 98.000 dollari.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.