Europa frenata da Trump, Piazza Affari si allinea
Le ultime mosse dell’amministrazione Trump in tema di dazi hanno appesantito l’azionario a livello globale. A Piazza Affari, il Ftse Mib termina in flessione dello 0,7% a 36.219 punti, con Stellantis (-4,5%), Saipem (-3,4%), Pirelli (-3,4%) e Stm (-3,1%) fra le peggiori. In controtendenza Telecom Italia (+1,4%), Mps (+1,4%) e Leonardo (+1,1%).
Il presidente degli Usa ha annunciato l’imposizione di tariffe del 25% su Messico e Canada e dazi del 10% sulla Cina. I due “vicini” degli Stati Uniti sono pronti a rispondere, Pechino ha annunciato ritorsioni ma deve ancora fornire i dettagli, mentre l’Europa prepara una risposta laddove Trump dia seguito alle minacce di dazi anche contro il blocco.
Dall’agenda macro sono giunti l’indice Caixin Pmi manifatturiero, in calo a 50,1 punti a gennaio, e l’inflazione dell’eurozona, inaspettatamente in rialzo al 2,5%. Negli Usa, l’indice Ism manifatturiero avanza oltre le aspettative a 50,9 punti.
Nei prossimi giorni, focus soprattutto sui dati di venerdì relativi al mercato del lavoro americano e sulla riunione della Bank of England, mentre volgerà al termine la stagione di trimestrali negli Usa ed entrerà nel vivo quella di Piazza Affari, con i conti di Intesa e Ferrari in programma domani.
Sull’obbligazionario, spread in aumento a 111 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,5% e il Bund tedesco al 2,39%, entrambi in diminuzione.
Fra le materie prime, volatilità sul petrolio con il Brent che torna a 75,7 dollari al barile, mentre l’oro raggiunge i 2.818 dollari l’oncia. Sul forex, il dollaro si rafforza nei confronti delle altre valute dopo i dazi annunciati da Trump. L’euro/dollaro si assesta a 1,03 e il dollaro/yen scivola a 154,6 dopo un iniziale rafforzamento del biglietto verde. Fra le criptovalute, il Bitcoin si attesta a 98.800 dollari.
Breaking news
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.