Cambio yen/dollaro sopra 155 per la prima volta da 4 mesi
Lo yen si è indebolito a quota 155 per un dollaro per la prima volta da luglio, sollevando ipotesi su un intervento del Giappone sul mercato valutario per cercare di rallentare il deprezzamento.
La valuta giapponese ha esteso le perdite dopo la rielezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti. L’impennata dei rendimenti dei Treasury statunitensi sta gravando sullo yen, con il biennale sui livelli più alti da luglio.
La politica economica espansiva e inflazionistica di Trump potrebbe rendere la Federal Reserve meno incline ad abbassare i tassi di interesse. Ciò potrebbe ulteriormente indebolire il yen mentre il mercato si interroga sul ritmo di ulteriore riduzione del divario dei tassi di interesse tra Giappone e Stati Uniti.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocitĂ per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.