Europa positiva, Piazza Affari a +1,1%
Acquisti sulle borse europee e a Wall Street, dove l’indice S&P 500 aggiorna per l’ennesima volta il massimo storico. Il Ftse Mib termina in rialzo dell’1,1% a 34.680 punti, con Leonardo (+3,2%), Recordati (+3%) e A2a (+2,7%) sugli scudi mentre Amplifon (-0,8%) e Bper (-0,6%) chiudono in calo.
Giornata povera di spunti, con l’obbligazionario fermo negli Usa per la festività del Columbus Day, mentre Wall Street macina nuovi record aspettando le trimestrali di questa settimana, che includono colossi come Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Netflix.
In Europa, cresce l’attesa per la riunione della Bce di giovedì. Quasi certo un taglio di 25 punti base, attenzione alle parole di Lagarde per eventuali spunti sulle mosse future.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta a 127 punti base, con il decennale italiano al 3,54% e il benchmark tedesco al 2,27%.
Fra le materie prime, il petrolio Brent scivola sotto i 78 dollari al barile, frenato dalla delusione per l’assenza di misure per rilanciare i consumi in Cina. L’oro retrocede a 2.650 dollari l’oncia. Sul Forex, cambio euro/dollaro in calo a 1,091 e dollaro/yen a 149,8.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.