Petrolio in calo, riflettori su Cina e Medio Oriente
Il petrolio ha registrato una flessione dopo che il briefing del Ministero delle Finanze cinese di sabato non ha presentato dettagli numerici sui nuovi incentivi per stimolare il consumo nel piĂą grande importatore del mondo.
Il Brent è sceso di quasi il 2% all’inizio della seduta prima di riprendersi e scambiare in prossimità dei 78 dollari al barile, mentre il Wti è sceso sotto i $75. Nonostante le promesse di Pechino per un maggiore sostegno nel settore immobiliare e l’accenno a un maggiore indebitamento governativo, il briefing non ha prodotto la cifra in dollari per nuovi stimoli fiscali che i mercati si aspettavano.
Nel frattempo, gli operatori del petrolio continuano a monitorare la risposta di Israele all’attacco missilistico balistico dell’Iran del 1° ottobre. Secondo una relazione, i potenziali obiettivi sarebbero stati ridotti a infrastrutture militari ed energetiche. Nel fine settimana, un attacco di droni di Hezbollah ha ucciso quattro soldati israeliani, mentre il Pentagono ha dichiarato che avvierà un avanzato sistema di difesa missilistica e truppe associate per supportare il proprio alleato.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocitĂ per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.