La Cina si prepara a lanciare stimoli fiscali per $283 mld
Investitori e analisti si aspettano che la Cina dispieghi fino a 2 trilioni di yuan ($283 miliardi) di nuovi stimoli fiscali, per sostenere l’economia e rafforzare la fiducia nella superpotenza asiatica. In programma domani un attesissimo briefing, in cui il ministro delle finanze di Pechino dovrebbe annunciare le nuove misure.
La maggior parte degli economisti si aspetta che il finanziamento avvenga sotto forma di obbligazioni governative. Oltre all’ammontare del pacchetto fiscale, c’è curiosità per capire dove il governo cercherà di indirizzare la propria economia, dopo anni di espansione alimentata dal debito attraverso investimenti, in particolare nel settore immobiliare e nelle infrastrutture.
“Lo stimolo dovrebbe essere pluriennale e mirato alle famiglie e non al riavvio della storia di crescita guidata dagli investimenti immobiliari,” ha dichiarato Pushan Dutt, professore di economia presso l’INSEAD. “È il focus dello stimolo piuttosto che la dimensione che è importante.”
La Cina ha già tagliato i tassi di interesse e aumentato il sostegno per i mercati immobiliari e azionari in una serie di passaggi annunciati a fine settembre. Ma gli investitori hanno chiesto interventi fiscali che gli economisti ritengono cruciali per sollevare la fiducia.
Le azioni cinesi onshore sono rimaste volatili durante tutta la settimana dopo aver concluso un rally di 10 giorni mercoledì, con la delusione per il mancato annuncio di nuove misure. L’indice CSI 300 ha perso più dell’1% nelle contrattazioni di stamani.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.