Petrolio: Opec+ proroga tagli al 2025 ma prezzi non scattano
Reazione deludente dei prezzi del petrolio alla decisione dell’Opec+, alleanza che comprende paesi Opec come l’Arabia Saudita e paesi non Opec come la Russia che, nella giornata di ieri, ha annunciato la decisione di estendere al 2025 la maggior parte dei tagli alla produzione lanciata alla fine del 2022.
I tagli decisi dai paesi Opec+ ammontano a 5,86 milioni di barili al giorno, che includono 3,66 milioni di barili al giorno, la cui scadenza era stata stabilita per la fine del 2024 e tagli volontari lanciati da otto membri dell’alleanza, pari a 2,2 milioni di barili al giorno, con scadenza alla fine di giugno del 2024.
Nella giornata di ieri, l’Opec+ ha annunciato l’estensione dei tagli di 3,66 milioni di barili al giorno fino alla fine del 2025, prorogando i tagli alla produzione di 2,2 milioni di barili al giorno fino alla fine di settembre di quest’anno.
Questi ultimi, è stato annunciato, verranno poi ritirati nel periodo compreso tra l’ottobre del 2024 e il settembre del 2025.
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Il fatto che i tagli saranno ritirati in modo graduale era stato già messo in conto dai mercati, motivo per cui l’annuncio non ha provocato alcuna reazione positiva dei prezzi del petrolio. Tutt’altro: alle 7 circa ora italiana i prezzi del QTI sono quasi invariati, viaggiando al di sotto della soglia di $77 al barile, mentre le quotazioni del Brent scendono dello 0,10% a quota $80,79 al barile.
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