Borsa Tokyo: nuovo rally per l’indice Nikkei 225. Deboli Hong Kong e Shanghai con delusione tassi People’s Bank of China
L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo è salito anche oggi, portando avanti il rally dello scorso anno e di inizio 2024 con cui ha testato nuovi record dagli anni ’90.
Oggi il listino ha chiuso in rialzo dello 0,91%, a quota 35.901,79 punti.
Da segnalare che l’indice Nikkei 225 è così vicino a superare anche la soglia di 36.000 punti, dopo aver sfondato la scorsa settimana quota 34.000 e 35.000 in appena due sessioni.
Sotto pressione le borse cinesi, che superano comunque la delusione per il mancato taglio ai tassi della People’s Bank of China, atteso per la giornata di oggi.
La borsa di Hong Kong rimane in rosso, con un calo dello 0,30% circa, mentre la borsa di Shanghai sale dello 0,08%.
La banca centrale della Cina ha annunciato di fatto di aver lasciato invariati i tassi di interesse MLF a 1 anno al 2,5%.
La notizia ha sorpreso i mercati, che avevano scommesso su un taglio dei tassi al 2,4%.
Attesa questa settimana la pubblicazione del Pil della Cina, nella giornata di dopodomani, mercoledì 17 gennaio, e dei dati relativi all’inflazione del Giappone, in calendario venerdì 19 gennaio.
Oggi l’azionario globale è orfano di Wall Street, che rimarrà chiusa in occasione del Martin Luther King Day.
Riguardo alle altre borse asiatiche, la borsa di Sidney ha chiuso piatta, con una variazione pari a -0,03%, mentre la borsa di Seoul cede lo 0,19%.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.