Tassi Cina: People’s Bank of China lascia tassi MLF invariati. Mercati sorpresi
La People’s Bank of China, banca centrale della Cina, ha annunciato di aver lasciato invariati i tassi di interesse MLF a 1 anno al 2,5%. La notizia ha sorpreso i mercati, che avevano scommesso su un taglio dei tassi al 2,4%.
I tassi MLF della Cina sono i tassi di interesse applicati ai prestiti che la People’s Bank of China eroga alle banche per un periodo compreso tra 6 mesi e un anno.
La banca centrale della Cina ha annunciato inoltre nella giornata di oggi di aver iniettato 995 miliardi di yuan nel sistema finanziario cinese, a fronte di prestiti MLF per un valore di 779 miliardi di yuan previsti scadere nell’arco di questo mese.
Su base netta, l’iniezione di fondi nel sistema bancario della Cina è stata dunque pari a 216 miliardi di yuan.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.